Applausi, acclamazioni e cori. Così sono stati accolti i vigili del fuoco di Londra che ieri pomeriggio hanno lasciato il luogo dell'incendio alla Grenfell Tower. Molti di quei soccorritori sono stati visti allontanarsi con le lacrime agli occhi, profondamente provati per quello che avevano dovuto vedere o commossi per non essere riusciti a salvare altre vite umane. Come raccontano alcuni post pubblicati sui social network i vigili del fuoco hanno dovuto attraversare una piccola folla che si era raccolta a poche centinaia di metri dalla torre per pregare e commemorare le vittime. Passando tra quelle persone è nato, in modo del tutto spontaneo, prima un impercettibile applauso poi una vera e propria ovazione per quegli eroi da giorni impegnati a domare il rogo che ha strappato la vita a decine e decine di persone.

Sono stati 250 i vigili del fuoco accorsi da mercoledì mattina alla Grenfell Tower. Dany Cotton, comandante dei pompieri, non ha avuto dubbi nel raccontare come quell'intervento fosse stato di gran lunga il più complicato della sua carriera lunga 29 anni. "Abbiamo dovuto operare in condizioni tremende, valutando i rischi che correvamo di volta in volta e senza nessuna possibilità di rispettare le normali procedure", ha raccontato al Telegraph. "Se avessimo tutte le regole standard del lavoro dei vigili del fuoco, non saremmo stati in grado di portare a termine nessun salvataggio. E ‘molto difficile per me. Sono a capo dei vigili del fuoco di Londra ma sapevo che questa operazione stava mettendo a rischio la vita di molti dei miei uomini.

"Ad un certo punto – ha aggiunto Cotton – ho capito che non c'era più nessuna possibilità di trovare superstiti. Sono stato male per questo, ma in quel momento ho anche tirato un sospiro di sollievo perché nessuno dei miei uomini avrebbe più dovuto mettere seriamente a repentaglio la sua vita".