Sono stabili le condizioni di Francesca Moro, la pugile veneziana di ventisei anni ricoverata all'ospedale di Pescara dopo che sabato pomeriggio è andata in coma al termine di una delle semifinali che si sono disputate a Chieti nell’ambito del Torneo nazionale di boxe femminile. Il decorso, secondo quanto si apprende, è regolare. La pugile è stata sottoposta a intervento chirurgico in Neurochirurgia per un ematoma subdurale acuto e attualmente è ricoverata nel reparto di Rianimazione e costantemente monitorata dallo staff medico diretto da Tullio Spina. La giovane è intubata e respira con l'aiuto della ventilazione meccanica. I medici hanno fatto sapere che dalla tac di controllo è emersa una “piccola zona ischemica” compatibile con il quadro clinico. Intanto il personale sanitario sta gradualmente riducendo i sedativi così da poter valutare la ripresa dell'attività cerebrale.

“Francesca ce la farà. Ha un carattere forte, ha passato anche di peggio”, ripete intanto la mamma, in ospedale insieme ad altri familiari accanto alla figlia. Francesca Moro, originaria di Padova ma residente a Mestre, pratica boxe da diversi anni. Da cinque frequenta la palestra della Union Boxing Mestre: i primi due anni a livello amatoriale, poi da tre anni aveva scelto l’agonismo. Una passione, quella per la boxe, che come raccontano i quotidiani locali non ha impedito alla giovane di studiare all’università. La pugile si era appena laureata in giurisprudenza a Padova e stava preparando la festa di laurea.

La Procura di Chieti ha aperto un fascicolo sul caso della pugile veneta. L'indagine in questa fase è nei confronti di ignoti, l'ipotesi di reato è di lesioni aggravate. Il magistrato ha anche disposto il sequestro delle immagini relative all’incontro oltre che dei combattimenti disputati dalla pugile in precedenza per poter ricostruire l'intera vicenda. Il pm potrebbe anche nominare un esperto per l'esame delle immagini. Sono stati i carabinieri della Compagnia di Chieti a rimettere una segnalazione alla Procura teatina.