Il Viminale chiarisce le parole sulla Tav, ma intanto i manifestanti insorgono
Non ci stanno i No Tav ad accettare le ultime dichiarazioni del Ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri che, interrogata da Alessandria, aveva fatto riferimento alla Tav usando delle parole definite gravi e “vergognose”. La Cancellieri, che negli ultimi giorni ha più volte fatto riferimento al pericolo terrorismo in Italia, aveva infatti risposto ad una domanda sull’alta velocità etichettando la Tav come “la madre di tutte le preoccupazioni”. Una frase che è stata appunto interpretata all’interno del suo discorso sul terrorismo ma che, successivamente, è stata chiarita dallo stesso ministro che ha fatto sapere, tramite una nota, che la sua affermazione “non è legata in alcun modo al rischio terroristico ma alle preoccupazioni relative alle opere da realizzare per l’alta velocità Torino-Lione, alle esigenze delle comunità locali e ai problemi di ordine pubblico”. Insomma, quella di Anna Maria Cancellieri sarebbe stata dunque una risposta alla domanda posta dai giornalisti relativa ai progetti del Governo per il Piemonte e per la Tav.
La polemica con i No Tav – Ma intanto i gruppi No Tav, attraverso la rete, hanno risposto alle dichiarazioni infelici del ministro chiedendo di smetterla nell’additare qualsiasi fatto di cronaca proprio ai manifestanti della Val di Susa: “Lo sappiamo da tempo ma man mano che si avvicendano ministri e giornalisti ad indicare il movimento come maggiore responsabile di tutto quello che accade in Italia, finirà che qualcuno ci crederà”, è la preoccupazione dei No Tav diffusa in una nota dal comitato di Bussoleno. “Ci dispiace, caro ministro Cancellieri – scrivono i No Tav – se per lei la Tav è la madre di tutte le preoccupazioni, sappia che lo è anche per noi, infatti non passiamo giorno per impedirvi di farla”.
“I No Tav dicono da sempre no ad ogni forma di violenza”, era stato questo il commento anche di Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione comunista che ha spiegato come la Val di Susa non sia un problema di ordine pubblico e nulla ha a che fare con il terrorismo. Il problema, secondo Ferrero, è semmai un altro, e cioè la militarizzazione della valle. Le stesse dichiarazioni della Cancellieri hanno “urtato” anche il presidente della Comunità montana Valle di Susa e Val Sangone, Sandro Plano, che ha parlato delle manifestazioni talvolta “uscite dalle righe” ma che mai il movimento No Tav aveva assunto connotazioni terroristiche: “La protesta in valle è sempre stata fatta alla luce del sole senza mai prendere derive occulte”.