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Il trionfo della frustrazione

Come è possibile che un governo non eletto e pro tempore affronti riforme strutturali senza aver disegnato prima un modello di società accettabile e condiviso? Il consenso popolare sembra essere quasi un sentimento di speranza di massa, quasi religioso, fideistico, in assenza di un quadro logico a cui ispirarsi. Il trionfo della frustrazione.

Il trionfo della frustrazione.

Diceva Woody Allen: L'umanità si trova oggi ad un bivio: una via conduce alla disperazione, l'altra all'estinzione totale. Speriamo di avere la saggezza di scegliere bene.

Questo Paese sta affrontando in questi mesi alcune riforme strutturali che attendevano di essere affrontate da anni, forse decenni. Come se la Costituzione fosse stata scritta ieri. Allora mi sorgono spontanee alcune domande. Perché? Mi chiedo: come è possibile e soprattutto a cosa serva fare riforme strutturali senza aver disegnato prima un modello di società accettabile e condiviso? A cosa serve, senza una visione della vita e in un contesto in cui, sempre di più, la visione attuale è messa in discussione? E per di più da parte di un governo non eletto e, nominalmente, pro tempore?

Ogni volta che mi fermo, esco dal frullatore delle opinioni e penso secondo una logica elementare, mi vengono i brividi perché penso che probabilmente questo avviene perché si è stabilito che il modello giusto da seguire è questo, cioé quello che ci ha portato sull'orlo del default. Non entro nel merito dei tatticismi e dei tecnicismi e cerco di interpretare il consenso popolare nei confronti del Governo Monti (a mio avviso pilotato ad uso e consumo dello “spread”, ma questa è un'altra storia e si tratta solo di sterile dietrologia, lo ammetto…) come un sentimento di speranza di massa, quasi religioso, fideistico, in assenza di un quadro logico a cui ispirarsi. Il trionfo della frustrazione.

L'ultimo stadio prima di predisporsi definitivamente ad essere dominati totalmente e totalitariamente, come nella storia di questo Paese, incapace di reagire. Questa svolta autoritaria (non autorevole), decisionista e sfrenatamente liberista, forse peggiore del Berlusconismo che almeno aveva un suo perché individuabile e riconoscibile attraverso ragionamenti semplici e dunque più contrastabile (tanto è vero che alla fine ha ceduto, anche se non è ancora detto, ma comunque…), ci mette di fronte ad una riflessione: questo governo sta facendo ciò che Berlusconi ha solo brandito come minaccia per poter continuare a fare gli affari suoi e sta attuando quelle misure che l'opposizione ha sempre cercato di evitare che Berlusconi attuasse.

L'umanità si trova oggi ad un bivio: una via conduce alla disperazione, l'altra all'estinzione totale. Speriamo di avere la saggezza di scegliere bene.

Woody Allen

Perché da un giorno all'altro sono tutti d'accordo fino a dar vita alla maggioranza più coesa che la storia della Repubblica ricordi e creando un parlamento in cui la parola “opposizione” è stata bandita (infatti è sparito il termine anche dai telegiornali, si parla solo di PD, PDL e TERZO POLO, gli altri non esistono più, per i media e neanche per Monti che manco li consulta). Dietro questa svolta, apparentemente europeista, si nasconde lo spettro di una sperequazione sociale senza precedenti nel nostro Paese.

Perché altro è adottare certe regole in democrazie avanzate e parzialmente compiute come quelle del nord Europa, ad esempio, che prima hanno pensato alle tutele dell'individuo e alla giustizia sociale e poi a ferree regole per mantenerla. Noi invece, in stile tutto italico, cercando di applicare le stesse regole cerchiamo di rifarci l'immagine seguendo la strada diametralmente opposta. Con il risultato, scontato, che alla giustizia sociale e alla democrazia compiuta, all'equità – per usare un termine in voga quanto vacuo – non potremo arrivarci mai (ammesso che il modello capitalistico occidentale alla democrazia compiuta potrà mai arrivarci…).

E ciascuno, sempre di più, cercherà di costruire il suo futuro individualmente e, naturalmente, nell'illegalità e per di più con l'animo leggero di chi nell'illegalità in fondo non ci si sente, prendendo ispirazione dalla fonte più vicina: il proprio parlamento, il quale non lesina lezioni d'illegalità e incostituzionalità, oltre che di arroganza da potere, pur di far sopravvivere i suoi deputati fino alla fine naturale della legislatura, con l'auspicio di affrontarne, uniti, una nuova. Pur di essere “nei secoli fedeli”, come i carabinieri, alle istituzioni finanziarie nazionali e internazionali, garanti perfetti dello “status quo”.

…già da tempo non bisogna più parlare di democrazia, ma di post democrazia dominata dai media e dalle lobbies….c'è la minaccia di un sistema totalitarista molto duro per mantenere, per i ricchi, il tenore di vita…(Serge Latouche)

Paradossalmente, contrariamente a quanto si sia portati a pensare, mai nessun altro governo è stato così pilotato dalla comunicazione, che poi è lo stesso meccanismo che orienta quotidianamente le borse. I mercati, come noto, giocano le proprie carte su annunci. di ogni natura. La famosa “fellatio” di Monica Levinsky a Bill Clinton, per chi ricorda, scosse le borse di oltre 5 punti in un solo giorno, forse di più. Monti lo sa. Tutta l'economia finanziaria è basata su fattori che oggi non sono più strettamente correlati all'economia reale.

La politica è quella di lasciarci sempre insoddisfatti. Per consumare sempre di più non bisogna essere mai saziati

Serge Latuche

Io, mi rifugio e mi mimetizzo nella rete che come diceva una vecchia canzone di Dalla “è come l'oceano, non lo puoi arginare, non lo puoi recintare” è come il pensiero. E' l'unico terreno difficile da colonizzare (altrimenti l'avrebbero già fatto) e dove forse si riuscirà ad organizzare un nuovo modello di vita e di strutturazione delle idee (infatti è il settore più boicottato dalle istituzioni e più foraggiato dalla creatività dei singoli individui o dalla forza dell'innovazione). Il web è l'unico territorio in cui le persone sono più forti delle istituzioni che le sottomettono.

Nel frattempo, le idee per affrontare questa insensata contemporaneità, ci sarebbero pure. Ad esempio basta ascoltare pochi minuti di questa intervista a Serge Latouche che di mestiere fa l'economista, mica il barman.

Io, finché avrò fiato e l' alzheimer non mi avrà consumato il cervello, continuerò a rifiutare con tutta la forza questo modo disumano di procedere nei confronti dei sudditi da parte di un potere sempre più devastante per ogni singola, povera, misera, vita umana. Per ogni anima. Anche quelle poche che pensano di essere esenti dall'infelicità solo perchè posseggono molto.

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