Prendendo la parola al Senato, il ministro per i Rapporti con il Parlamento Anna Finocchiaro ha posto per conto del governo il voto di fiducia sul Dl Sicurezza, a firma del ministro dell'Interno Marco Minniti. Il presidente del Senato, convocando immediatamente la conferenza dei capigruppo per stabilire i tempi e le modalità del voto, ha sospeso i lavori dell'aula per consentire lo svolgersi della riunione e programmato il voto per il pomeriggio del 12 aprile. Il decreto Minniti, al Senato in seconda lettura, in scadenza il prossimo 21 aprile, con l'approvazione della fiducia, passata con 141 voti favorevoli, 97 contrari e 2 astenuti, verrà convertito in legge, senza modifiche rispetto al testo approvato dalla Camera.

Il decreto, passato alla Camera con 230 sì, 50 no e l'astensione del Movimento 5 Stelle, prevede numerose nuove norme che si pongono l'obiettivo di predisporre le linee generali per la promozione della sicurezza integrata, ovvero “l'insieme degli interventi assicurati dallo Stato e dagli enti territoriali nonché da altri soggetti istituzionali, al fine di concorrere, ciascuno nell'ambito delle proprie competenze e responsabilità, alla promozione e all'attuazione di un sistema unitario e integrato con la finalità del benessere delle comunità territoriali”. Tra le varie norme introdotte dal decreto, e duramente contestate da associazioni umanitarie e opposizioni, è prevista l'estensione dei poteri del sindaco in materia di sicurezza urbana, che avrà la possibilità di adottare ordinanze per situazioni di "grave incuria del territorio, ambientale o di altra natura"; il daspo urbano con sanzioni pecuniarie da 100 a 300 euro in caso di violazione dei divieti di stazionamento occupazione o utilizzo di infrastrutture disposti dal sindaco, nonché l'allontanamento di cittadini condannati in via definitiva o in appello per spaccio. In questo caso il questore può impedire l'accesso nei locali pubblici o nei pubblici esercizi in cui sono stati commessi gli illeciti da uno a 5 anni.