La Camera dei deputati ha dato via libera definitivo al decreto Milleproroghe – che ieri aveva già incassato la fiducia. Il testo, invariato rispetto a quello arrivato dal Senato, è stato approvato con 249 sì, 147 no e 3 astenuti. All'interno ci sono misure su diverse materie: dalla pubblica amministrazione all'editoria, al lavoro, all'istruzione, lo sviluppo economico, le politiche sociali, i trasporti, l'economia, la giustizia e i beni culturali. Il decreto contiene anche gli interventi – contestati in questi giorni – sull'applicazione della direttiva Bolkenstein al commercio ambulante, sul rinvio della disciplina di regolamentazione su taxi e Ncc e sulle linee bus low cost (il caso Flixbus). Su questi punti caldi il governo ha accolto l'impegno a introdurre interventi correttivi attraverso ulteriori provvedimenti.

Poi proroghe per l'assunzione di personale presso l'Antitrust, per il termine per l'adeguamento alla normativa antincendio per gli edifici e i locali adibiti a asilo nido e per le strutture turistico-alberghiere, per l'attuale contratto di servizio Rfi, per la disciplina di coltivazione, produzione e commercio del vino.

Tra gli le altre novità inserite dal Parlamento nel decreto c'è un corposo pacchetto fiscale: lo svincolo dai tetti di spesa per la società Expo, per Anas (in alcuni ambiti) e l'allungamento del mandato dei componenti Covip, e modifiche anche al piano ambientale dell'Ilva. Sul fronte dei precari, ci sono circa 40mila contratti di collaborazione ‘salvati', facendo venire meno la scadenza del primo gennaio 2017, come limite massimo, inserito nel Jobs act; circa 2 mila contratti a tempo determinato vengono allungati a tutto il prossimo anno, così come la validità delle graduatorie dei concorsi pubblici. Salvati anche i lavoratori a tempo dell'Istat e i precari dell'Istituto Superiore di Sanità.