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15:36

Il curioso caso dei telecronisti RAI: quanti errori!

Numerose le critiche piovute su Bruno Gentili & co.: è giunto il momento di cambiare?

Il curioso caso dei telecronisti RAI: quanti errori!

“I telecronisti RAI sono vecchi, passati di moda, proprio come modo di pensare e di fare telecronaca”.
La sintesi migliore, tra quelle ricevute dai vari intervistati, è stata questa. A detta degli italiani, infatti, a macchiare l’Europeo 2012 non è stato il pesante passivo subito in finale dall’Italia calcistica. Nossignore: l’Europeo è stato “contaminato” dalle telecronache RAI.
Una sentenza un po’ azzardata, se vogliamo, ma altrettanto plebiscitaria: tutto lo stivale è infatti concorde nell’affermare che la squadra dei telecronisti RAI si è rivelata decisamente disastrosa. In linea di massima, i tre aggettivi più usati sono stati “squallidi, ridicoli, incompetenti”.

E’ un dato che fa male ma rimane veritiero, purtroppo. La critica maggiore rivolta a Bruno Gentili & co., è stata quella di non azzeccare nemmeno il nome di un giocatore straniero (e talvolta, pensate, nemmeno di un italiano): Youtube e Facebook impazzano di video e link che lo manifestano. E dunque De Rossi, da Daniele diventa Damiano, Montolivo si tramuta in Montolivio, Balzaretti e Prandelli si chiamano ora Andrea e Mario (Federico e Cesare, n.d.r.).
Per quanto riguarda la parentesi straniera invece, Uèlbac risponde al nome di Welbeck, Joo Tòrry a quello del glorioso capitano del Chelsea, John Terry, e Sergio Ramos è diventato Sergio Ramo. Ma queste solo solo alcune delle “perle”…
Il pubblico italiano però, ha dovuto assistere non solo ad errate pronunce, ma anche a veri e propri errori di concetto: ecco infatti che Chiellini di testa, di petto, tocca leggermente la palla con la mano, o che Torres compia un bravissimo inserimento oppure ancora che Maggio crossa per Maggio.

Una sfilza di errori che, dunque, non può essere per nulla motivata dalla concitazione delle fasi di gioco, ma soprattutto che deve far riflettere, anche perché pare essersi estesa anche ai vari opinionisti.
Zazzaroni infatti, dopo la debacle subita dalla Spagna, ha accusato le squadre italiane di avere “undici stranieri in squadra”, portando la Lazio come esempio. In realtà, invece, i biancocelesti hanno sei giocatori italiani in formazione (Marchetti, Biava, Brocchi, Mauri, Candreva e, se vogliamo, anche Ledesma, che ha debuttato con gli azzurri e può considerarsi italiano). Un esempio decisamente fuori luogo, alla luce anche del fatto che squadre come Inter e Roma ne hanno solo due-tre.
Come dimenticare inoltre, il fuori onda di Collovati (La Grecia è una squadra di mer…) dopo la vittoria a sorpresa della Grecia che condannò i russi?
Incredibile, non c’è che dire… ma tali nefandezze a cosa sono dovute? Scarsa preparazione, carenza di professionalità o mancanza di esperienza?

Infine, gli italiani si sono accorti del forte divario che intercorre tra i giornalisti RAI e quelli Mediaset-SKY (tra i quali spicca il più gettonato Pierluigi Pardo). Forse è veramente giunto il momento di rifondare il servizio pubblico italiano nell’ambito informazione sportiva. Serve un ricambio generazionale, ora più che mai.
L’Italia chiamò. All’unisono.

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