UPDATE "L'incontro di Gabriele Del Grande con il console e l'avvocato ha già avuto luogo. Gabriele ha avuto anche l'opportunità di incontrare da solo il proprio avvocato. Ci risulta che Gabriele stia bene, ma sta facendo uno sciopero della fame nutrendosi solo di liquidi. Ha comunque l'assistenza di un medico che io ho richiesto e ottenuto dalle autorità turche", ha dichiarato il ministro degli Esteri Angelino Alfano al termine dell'incontro avvenuto nel carcere di Mugla.

"Non ci è stata data alcuna informazione su eventuali capi di imputazione nei confronti di Gabriele. La sua detenzione è del tutto illegale. Non c’è nessun impedimento giuridico al rimpatrio, è un provvedimento punitivo", ha dichiarato all'Ansa l’avvocato turco di Gabriele Del Grande, Taner Kilic, dopo averlo incontrato stamani con la delegazione consolare nel centro di detenzione di Mugla. "Abbiamo chiesto di vedere il suo dossier, ci è stato negato. Al momento, il direttore del centro non ha nessuna informazione riguardo a una sua possibile espulsione. Da 9 giorni, quando è stato trasferito a Mugla, Gabriele viene tenuto in isolamento. Lui continua lo sciopero dalla fame".

Dopo dodici giorni di detenzione nelle carceri turche di Mugla, la delegazione diplomatica italiana e il legale di Gabriele Del Grande hanno potuto finalmente incontrare il regista. Nel corso della mattinata, infatti, come anticipa l'agenzia di stampa Ansa, sarebbe iniziato un lungo colloquio, concesso dopo giorni di resistenze dalle autorità turche, che solo pochi giorni fa avevano infatti negato l'ingresso nel carcere di Mugla al vice-console italiano di Ankara e all'avvocato di Del Grande. Il regista è in stato di fermo dal 9 aprile scorso, arrestato dalla polizia turca perché, a quanto sembra, si trovava in una zona al confine con la Siria interdetta al pubblico. Nel corso di questi dodici giorni, Gabriele Del Grande ha potuto parlare una sola volta con la propria compagna e nel corso della telefonata ha annunciato di essere intenzionato a cominciare uno sciopero della fame per chiedere alle autorità turche il rispetto dei propri diritti umani, fino ad allora negati. Al momento non risulta ancora alcuna formale accusa nei suoi confronti e le autorità italiane da giorni si stanno prodigando affinché il regista toscano venga rilasciato il prima possibile. "Spero che il problema sia rapidamente risolto. È solo un esempio del fatto che abbiamo bisogno di un impegno su un processo inclusivo di tutta la popolazione turca, nel rispetto dei diritti fondamentali", ha dichiarato ieri il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, al momento impegnato in un viaggio istituzionale a Washington.

"Ci siamo coordinati con le autorità italiane fin dal primo momento, come facciamo in casi simili in cui la responsabilità principale è dello stato membro. L'Ue si è attivata per sostenere l'azione dell'ambasciatore italiano ad Ankara, che oltretutto ho sentito nei giorni scorsi, per sostenere l'azione della Farnesina e del governo italiano rispetto alle autorità turche. Questo sta già accadendo in modo discreto ma, spero, produttivo", ha spiegato l'Alto rappresentante Ue Federica Mogherini. "La Turchia deve rispettare la libertà di stampa se vuol far parte dell'Unione europea", ha invece attaccato il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani.

"Spero che l'incontro possa andare in porto, che si possa parlare con lui e che nell'arco della prossima settimana torni a casa", ha commentato oggi il padre del regista, Massimo De Grande, sostenendo di essere preoccupato per lo sciopero della fame annunciato dal figlio: "Non è stato arrestato, le autorità turche lo hanno fermato. È chiuso in una cella, ogni giorno viene interrogato e gli è impedito di parlare con l'esterno. Questo ci sembra un fatto abbastanza grave".