Per la prima volta una Regione italiana ha approvato una legge che impedirà ai bambini non vaccinati di frequentare gli asili nido. Il provvedimento, contenuto nel progetto di legge di riforma dei servizi educativi per la prima infanzia, è stato ampiamente contestato perché considerato discriminante e contrario al diritto alla libertà di cura, ma alla fine è stato approvato oggi dalla giunta emiliana con 27 voti favorevoli (Pd), 5 contrari (M5s) e 10 astenuti (Sel, Lega Nord, Forza Italia e Fratelli d'Italia. In particolare, l'articolo 6, che contiene l’obbligo vaccinale per i bambini che desiderano frequentare l'asilo nido, è stato votato da Pd, Sel, Fdi, Fi, contrario il Movimento 5 Stelle e astenuta la Lega Nord.

La norma è stata proposta e introdotta per cercare di arginare il fenomeno del calo vaccinale, molto presente in Emilia Romagna. Il sempre più persistente rifiuto a sottoporre i propri figli ai vaccini obbligatori, dovuto al circolare di numerose teorie anti-scientifiche che sostengono, ad esempio, l'esistenza di un legame tra vaccini e autismo, ha provocato un calo dell'immunità di gregge – che deve essere pari al 95% per essere efficace e che in Emilia Romagna, invece, nel 2015 era calata fino a toccare il 93,4%- e il conseguente ritorno di patologie considerate ormai debellate e proprio per cercare di arginare questo pericoloso fenomeno la giunta emiliana è arrivata a introdurre l'obbligo per legge.

"La nostra legge è a tutela della salute pubblica, cioè delle nostre comunità, e soprattutto dei bambini più deboli, quelli che per motivi di salute, immunodepressi o con gravi patologie croniche, non possono essere vaccinati e che sono quindi più esposti a contagi", ha spiegato il presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini, auspicando che anche le altre regioni italiane possano seguire il virtuoso esempio della giunta emiliana.  Con questa misura, per Bonaccini, si apre la strada perché anche altre regioni seguano l'esempio. "Un principio di responsabilità sociale nei confronti dei bambini, sia per impedire che le malattie circolino, ma soprattutto per i piccoli più deboli che non possono vaccinarsi", ha spiegato in Assemblea la relatrice della legge Francesca Marchetti, del Partito Democratico.

Attualmente nel territorio italiano sono obbligatori i vaccini per l'antipolio, l'antidifterica, l'antitetanica e l'antiepatite B, contenuti nel cosiddetto vaccino esavalente, che comprende oltre ai precedenti 4 anche l'antipertosse e il vaccino contro l'Haemophilus Influenzae tipo B, considerati invece volontari. I genitori dei bambini dagli 0 ai 3 anni da ora in poi avranno tempo fino al giugno 2017 per mettersi in regola, pena il rifiuto dell'iscrizione del proprio figlio all'asilo nido e dovranno quindi far vaccinare i propri figli e presentare il certificato comprovante la somministrazione in tempo per l'iscrizione al nuovo anno scolastico. Sono esclusi dall'obbligo vaccinale quei bambini immunodepressi o che soffrono di gravi patologie croniche.