
Ultime immagini dal set di Lovelace, documentario dedicato alla star del cinema porno degli anni Settanta, Linda Lovelace. Nel 1972 è stata la protagonista di Deep Throat, uscito in Italia verso la fine del decennio come “Gola profonda”. Linda Lovelace nel film ha una particolarità che costituisce il perno sul quale si basa tutto il film; non riesce a raggiungere l'orgasmo. Ci prova anche la sua amica organizzando un incontro ben affollato ma il susseguirsi di partner maschili non porta alcun piacere alla sfortunata. Decide così di visitare il dottor Young, impersonato da uno splendido e baffuto Harry Reemes, il quale scopre che il clitoride della paziente è posizionato in fondo alla gola. Da qui parte subito l'affinamento della tecnica appunto della “gola profonda”, testata in prima persona proprio dal dottor Reemes, grazie alla quale finalmente l'orgasmo arriverà tra esplosioni, fuochi pirotecnici e giri di pianola psichedelica.
Il film ebbe un'importanza, anche politica, di levatura mondiale in quanto sdoganò il cinema porno nelle sale della grande distribuzione. Relegato fino ai primi anni Settanta a visioni clandestine in garage grazie a qualche pizza trafugata dai paesi scandinavi, notoriamente più libertini, dal 1972 il porno approda nelle sale e diventa genere cinematografico. Il porno non ha mancato, in senso lato, di salvare il cinema in qualche occasione. La svolta porno delle sale in Italia quando il cinema italiano ebbe una delle sue cicliche crisi, salvò e diede una seconda vita alle strutture. Determinante fu anche l'impatto del porno per la diffusione del Vhs ai primi anni Ottanta, aspetto che ne causò anche la progressiva scomparsa dalle sale per approdare prima sul nastro magnetico e più tardi sul web.
Un film così importante che deve gran parte del merito alla protagonista, Linda Susan Boreman, ribattezzata Lovelace al cinema e alla sua prestazione, tanto che negli Stati Uniti il titolo provvisorio di lavorazione era “L'ingoiatrice di spade”. Lovelace sarà quindi un documentario sull'attrice, morta nel 2002 in un incidente stradale, interpretato da Amanda Seyfried, e con un cast ricco: James Franco, Sharon Stone nella parte della madre, Adam Brody, Wes Bentley e Demi Moore. Tutti sotto la direzione di Rob Epstein, esperto nel maneggiare le vite di personaggi famosi e nel tirarne fuori dei ritratti appassionanti come è successo nel caso di Harvey Milk e Allen Ginsberg.
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