dal blog di
19:13

I giovani possono tornare ad essere protagonisti della politica? Il punto di vista di Cristiana Alicata del Partito Democratico

La nostra undicesima video intervista di Intervistato.com su Fanpage.it è a Cristiana Alicata, ingegnere per la Fiat, membro del PD dalla sua fondazione e sostenitrice dei diritti della comunità LGBT.

I giovani possono tornare ad essere protagonisti della politica? Il punto di vista di Cristiana Alicata del Partito Democratico.

Il partito non dovrebbe essere fondato sul consenso, il partito dovrebbe essere fondato sul dissenso costruttivamente utilizzato.

Cristiana Alicata

Qualche settimana fa abbiamo avuto il piacere di intervistare Cristiana Alicata, ingegnere per la Fiat, membro del PD dalla sua fondazione e sostenitrice dei diritti della comunità LGBT.

Innanzitutto Cristiana ha espresso la sua opinione in merito all’utilizzo dei social network da parte dei politici. Lei stessa tiene un blog dal 2006 ed interagisce su Facebook da ormai due anni, motivo per cui è stata criticata dal suo partito come “picconatrice”, fatto che dimostra l’incoerenza del partito stesso nei confronti di uno strumento che non viene considerato importante, ma poi quando i giornalisti ne trasformano i contenuti in comunicati stampa, diventa pericoloso. Legge e risponde a tutti commenti sul blog, a differenza di altri politici che lo usano solamente per scrivere i comunicati stampa e non per creare il dialogo con gli elettori.

Abbiamo parlato dei giovani e del fatto che questi abbiano poco spazio per emergere in un contesto gerarchico come quello del partito: Cristiana è contraria all’idea di partito liquido di Veltroni, che a suo avviso non porta ad altro che al governo di un singolo, come è accaduto per il PDL.

La sua idea di partito è di un partito organizzato, che promuova la competenza e sia permeabile verso l’esterno, in modo da poter coinvolgere anche quelle persone che non sono necessariamente iscritte e militanti, ma che votano e partecipano alle manifestazioni: questo potrebbe essere un modo per far sì che i giovani partecipino e siano utili al partito.

Il partito infatti dovrebbe essere fondato sul dissenso costruttivamente utilizzato, condizione che attualmente non si verifica. E’ necessario però compiere questo passo perché il mondo non è più allineato, la realtà è liquida, in ognuno di noi convivono più aspetti e complessità che contribuiscono singolarmente a identificare l’individuo. Una realtà così liquida secondo Cristiana può essere interpretata solamente da un partito solido e ben organizzato.

Abbiamo chiesto a Cristiana se i giovani torneranno a dire la propria, e secondo lei affinché questo accada è necessario che i giovani stessi abbandonino gli schemi, altra condizione non attuata. Quel che accade molto spesso è che si pensa sia più facile appoggiarsi a qualcuno in alto per riuscire, invece di pensare che ci sia qualcuno che appoggia e sostiene dal basso.

I giovani dunque si libereranno nel momento in cui cominceranno a interpretare il loro tempo, e questo significherà cominciare a dire dei no.

Per quanto riguarda invece il PD, secondo Cristiana sarebbe molto importante che Bersani sfruttasse  quelle risorse interne che riescono a parlare con una parte di elettorato con cui lui e l’apparato non riescono a parlare.

C’è bisogno di una nuova classe politica diffusa e preparata, a partire dal piccolo comune montano del nord fino al piccolo comune marino della Sicilia. Forse con questa generazione si potrà arrivare a un livello europeo nell’amministrazione delle città: a suo avviso amministrare non significa solo prendere decisioni, ma trascinare la città verso il cambiamento. Spingere i cittadini a riciclare porterebbe a una diminuzione di tonnellate/giorno delle dimensioni delle discariche e farebbe sì che negli inceneritori vengano bruciati solo rifiuti che non producono emissioni dannose per la salute umana. Eliminare le barriere architettoniche e costruire più piste ciclabili consentirebbe di decongestionare il traffico e far sì che anche i disabili in carrozzina possano vivere la propria città.

In chiusura abbiamo chiesto a Cristiana quale sarebbe la sua idea di come dovrebbe essere la regolamentazione delle unioni civili, e il suo pacchetto è costituito da matrimonio, adozioni, riconoscimento delle famiglie arcobaleno e leggi dignitose che rendano agibile il mondo del lavoro per i transessuali.

Più volte esponenti della Chiesa Cattolica si sono espressi in maniera sfavorevole in confronti di questo genere di provvedimenti, ma secondo Cristiana la Chiesa ha il diritto di dire ciò che vuole: è lo Stato laico che dovrebbe attenersi ai principi della Costituzione, della Carta dei Diritti Umani e a quello che viene fatto in ogni paese civile del mondo nelle prese di decisione.

Abbiamo parlato anche di famiglie omogenitoriali, di edilizia invisibile, della distribuzione delle risorse e di giovani in politica.

Invito dunque alla visione dell’intervista integrale, sicuramente più ricca di riflessioni rispetto a questa mia breve sintesi. Buona visione!

segui fanpage

segui Jacopo Paoletti

ALTRI DI Jacopo Paoletti
Da "Cuore" a Twitter, Lia Celi racconta la satira in Italia, con tutte le sue limitazioni e i suoi lampi di genialtà. Lia inaugurerà stasera su RAI3 la sua trasmissione "Celimiomarito".

Abbiamo intervistato Stefano Quintarelli, uno dei pionieri nella introduzione di Internet in Italia e candidato alla Camera con la lista "Scelta civica con Monti".

Abbiamo intervistato Giuseppe Granieri, che ci ha parlato di editoria e nuovi modelli, di content curation e dei nuovi paradigmi relativi alla produzione dei contenuti.
FANPAGE D'AUTORE
STORIE DEL GIORNO