Il saluto della città di Roma a Rita Levi Montalcini, morta domenica scorsa a 103 anni, è stato lungo e commosso: in tantissimi, gente comune e istituzioni, si sono recati alla camera ardente allestita al Senato per dire addio al premio Nobel e senatrice a vita. Poi, secondo quanto aveva reso noto la famiglia, la salma della scienziata è stata portata a Torino, la città che l’ha vista nascere nel 1909. La bara coperta da rose rosse è stata ieri salutata in forma privata dai suoi più stretti familiari mentre oggi, alle 15.30, si terrà una commemorazione pubblica al cimitero monumentale della città. Successivamente Rita Levi Montalcini sarà cremata e le ceneri, racchiuse in un’urna, troveranno posto nella tomba di famiglia. La nipote del premio Nobel, Piera Levi Montalcini, ha spiegato ai giornalisti che i funerali saranno “aperti a tutti”: “Chi vuole venire a rendere omaggio alla zia può farlo, tutte le abbiamo voluto molto bene”.

“Non fiori ma offerte alla Fondazione onlus” – La donna ha anche detto come sia importante che la scienziata venga ricordata soprattutto per i suoi insegnamenti, che sarebbe bene cercare di applicarli e che la sua famiglia si impegnerà per favorire tutto questo in futuro. La nipote della scienziata ha anche invitato tutti a non portare fiori ma a fare delle offerte alla Fondazione Rita Levi Montalcini onlus. Questo avrebbe voluto la Signora della Scienza che con la sua Fondazione si è dedicata particolarmente ai progetti che aiutano le donne africane ad accedere all’istruzione. Del suo lavoro per la Fondazione la scienziata ha parlato fino alla fine, così ha raccontato Pina Tripodi, la sua più stretta collaboratrice. Prendersi cura delle donne africane era per lei da sempre il “sogno nel cassetto”. Alla cerimonia pubblica di oggi si prevede una grossa partecipazione da parte dei torinesi.