Quando ero piccola, Halloween, non esisteva. Oggi che sono adulta ho un’occasione in più, se ho voglia di seguire la moda e il trend e di trascorrere una serata in maschera tra amici.

Di questa ricorrenza anglosassone a me piace la zucca intagliata che poi diventa portacandela oppure i sapori della cucina dei piatti che si preparano a base di zucca per l’occasione e non in ultimo il film di Tim Burton “The Nightmare before Christmas”. La parte più tetra riferita a teschi, morti, bare ed horror non mi ha mai attirato in qualsiasi occasione.
Però, puntualmente si tratta di una festa che riempie le pagine della cronaca di polemiche da parte della Chiesa e di folklore per le pagine di costume e società. Indubbiamente, si tratta di una festa figlia, del calendario commerciale e consumistico almeno per l’Italia dove è stata importata e quindi adottata.
E anche quest’anno non sono mancati gli “allarmi” lanciati dai clericali. È il caso di Torino, del vescovo Nosiglia. È il caso del cardinale Carlo Caffarra
Se è pur vero che ad un bambino bisogna saper spiegare la genesi delle tradizioni nazionali e locali e di quelle importate ed acquisite da altri nel tempo, è anche vero che un approccio laico non guasterebbe nell’analizzare i fatti e le cose per quelle che sono.
Un bambino quando pensa ad Halloween pensa alla festicciola mascherata, ai dolcetti di cioccolata, alle caramelle e a fare gli scherzetti, di tutto il resto, non gli importa nulla, anche se è già in età da catechismo. È la parte ludica, ricreativa della risata e l’occasione tra mascherine, festoni, bacchette e cappelli magici di divertirsi e di socializzare. È un momento alla Harry Potter (fatto un po'di magia ed esoterismo).Tutte le disquisizioni teologiche non interessano, se non ai diretti interessati che si sentono danneggiati da questa giornata presa a prestito dall’altro continente.
Di fondo, poi, il tutto si riduce ad una ballata della zucca e a tanto divertimento per i più piccoli, ma di questi tempi, anche degli eterni Peter Pan, come gli adulti, che sono solo bambini un po’ più cresciuti.
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