Grillo: “Ricostruiremo noi l’Italia, con le elezioni, prima che qualcuno se la prenda senza”
Dopo mesi di inseguimenti e appostamenti snervanti dei giornalisti, finalmente Beppe Grillo ha accettato di rilasciare un'intervista ad un media italiano: si tratta de La Stampa, che l'ha incontrato a Barletta al bancone di un bar ed ha potuto chiedere al leader del Movimento 5 Stelle del futuro dell'Italia, delle prossime elezioni e del quadro politico che si sta strutturando nel nostro Paese. Prima di tutto, il comico genovese ha parlato di Taranto e dell'arresto del Presidente della Provincia, in quota Pd: "Siamo cauti. Non è che i magistrati adesso stanno esagerando un po’? C’è uno strano clima, intorno. Sono preoccupato", ha dichiarato Grillo, che poi ha spiegato come le offese al Capo dello Stato apparse tra i commenti del suo blog potrebbero creare non pochi problemi al Movimento 5 Stelle. "Secondo me ci provano, a bloccare i server. È significativo – dice – che sia venuta la polizia, non la polizia postale. In questo io vedo una stretta. Naturalmente la rete non la puoi chiudere, ciò che chiudi da una parte rispunta dall’altra, me lo disse anche l’ambasciatore cinese quando ci siamo incontrati, e se lo dice lui… Però è un segnale di quanto il sistema ci odia. Mi vogliono demolire persino sui soldi, io che non ho mai toccato diecimila lire in vita mia".
Sull'interpellanza che sostiene che i soldi del Movimento vengono gestiti da lui e Casaleggio, Grillo è chiaro: "È tutto lì, pubblico, chiedete di andare a vedere. È tutto sul conto parlamentare. Lo gestiscono in due persone, Vito Crimi e un tesoriere. Chi dice altro calunnia". E riguardo la gestione del blog: "Siamo in pari, ci costa sui duecentomila euro l’anno, li copriamo con la pubblicità, ci sono tre persone che ci lavorano a tempo pieno. Poi i libri: sa che il libro che guadagna di più non è neanche pubblicato da noi, è quello con Fo e Casaleggio, per Chiarelettere, e il ricavato andrà tutto in beneficenza. Tutto. Io non lavoro da tre anni. È il motivo per cui vorrei tornare a fare un tour mondiale, poter fare il mio lavoro di comico. Ma ci accusano di tutto, anche di aver registrato un’associazione a nome di mio nipote». Proprio riguardo l'associazione spiega che è servita per "pararci il c… dalla legge e evitare che fossimo esclusi per essere solo un movimento, costituimmo in una notte questa associazione, intestata a mio nipote, avvocato. L’associazione è lì, non tocca una lira, andate a controllare. Per farla ci siamo affidati a due studi legali e ci è costato quanto? 140 mila euro".
Ma l'intervista acquista ancora maggior valore quando si esce dal "recinto" del Movimento 5 Stelle e si affronta il tema della politica italiana. In particolare, quando lo si critica per la mancata alleanza con il Pd: "Sono loro – spiega Grillo – che non hanno voluto. Bersani voleva solo dieci senatori per fare un governicchio, e naturalmente senza ascoltare nulla delle nostre richieste, senza fare quello che abbiamo fatto noi, cancellarci da un giorno all’altro 42 milioni di rimborsi, senza darci una commissione di controllo, niente". Rivela poi che l'unico personaggio del spicco del centrosinistra ad averlo chiamato è stato Romano Prodi: "Ci siamo sentiti, ma lo conosco da prima, da quand’era professore. È una cosa vergognosa il modo in cui l’hanno trattato (usa un’altra espressione, ndr), mi ha fatto anche pena. Questo la dice lunga su che gente ci sia in quel partito".
E sulla legge elettorale Grillo ha le idee chiare: "Noi un ritorno alla legge precedente lo sosterremmo, rifare i collegi sarebbe semplicissimo. Ma Berlusconi non vuole, il nano è convinto che se si rivota con questa legge elettorale lui vince e va al Quirinale. A quel punto gli unici a poter impedire questo saremo noi, una Protezione civile. Il Pd sarà sotto il venti. Io sento l’aria, il cerchio si sta stringendo. Lo vedo anche da questa stretta con cui cercano di farci fuori». Il leader del Movimento 5 Stelle chiarisce anche in merito a un referendum sull'euro: "Prima di fare un referendum bisogna informare, far sapere le cose. Pensi che anche Cameron, che non è nell’Ue, vuole allontanarsi ancora di più dall’Europa… Solo da noi una critica all’austerity diventa qualunquismo. Non si informa, non si raccontano altri punti di vista".
Infine Grillo chiosa: "E' faticoso, anche mia moglie, la seguono, fanno i dossier su di me, i miei figli, pubblicano l’indirizzo di casa mia… Ma non durerà molto, secondo me. Entro quest’anno vado avanti così. Si voterà prima; se vinciamo, ricostruiremo noi le macerie, ce la prenderemo noi, con le elezioni, l’Italia. E io mi dedicherò solo a questo. Altrimenti se la prenderà qualcun altro, e senza elezioni".