Il premier greco Alexis Tsipras potrebbe ricevere l’aiuto della Chiesa ortodossa greca nel tentativo di ripianare il debito. L’arcivescovo Ieronymos è stato chiaro: “Se lo Stato ha bisogno di noi, siamo qui. Possiamo usare i fondi ricavati dalle nostre proprietà per contribuire a ripagare un po’ del debito”. Come scrive Repubblica, non si procederà con dismissioni, ma con un utilizzo più razionale del patrimonio del clero, utilizzandolo per produrre reddito. L'idea, già avanzata in passato durante l'era di Samaras, potrebbe essere quella di costituire una società mista tra Stato e Chiesa per gestire questi immobili e poi dividere gli incassi.

Naturalmente si tratta solo di congetture, dato che non c’è alcuna ufficializzazione, tuttavia non è una novità che il clero in Grecia abbia sempre sostenuto idee molto vicine a quelle di Syriza. Nel 2010 ha attaccato duramente le politiche della Troika definita con linguaggio non proprio curiale "una forza d'invasione straniera". Resta comunque da capire in concreto quale possa essere il vero contributo della Chiesa ortodossa al Paese da anni sull’orlo del default. Nessuno sa davvero a quanto ammonti il patrimonio ortodosso. L'unica cosa certa è che, dopo lo stato, la Chiesa, è il maggiore proprietario di beni con 130mila ettari. Alcuni calcoli indicano in almeno un miliardi di euro la stima del patrimonio ecclesiastico ortodosso.