Centinaia di persone, tra le quali numerosi civili, sarebbero state uccise in seguito a un raid compiuto ieri dalla Coalizione Internazionale anti Isis guidata dagli Stati Uniti. Stando a quanto riporta l'agenzia governativa siriana Sana i jet della Coalizione avrebbero colpito un "deposito di armi chimiche dello Stato islamico" nella regione di Dayr az Zor. La Sana cita un comunicato dello Stato maggiore delle forze armate del governo di Damasco. Al momento non si hanno conferme indipendenti della notizia.

La nota del Comando generale delle Forze Armate siriane aggiunge che la tragedia di ieri conferma il "possesso di armi chimiche da parte delle organizzazioni terroristiche, in particolare Daesh e al-Nusra" e la "capacità di trasportare questi materiali e immagazzinarli con l'aiuto di Stati ben noti nella regione". Dopo il bombardamento, si legge ancora nel comunicato, si è "formata una nube bianca che è poi diventata di colore giallo" e questo rivela che "l'esplosione ha colpito un deposito contenente una grande quantità di sostanze tossiche". Sarebbe stata la diffusione delle sostanze tossiche a provocare il decesso di centinaia di uomini, donne e bambini siriani. "Molte persone sono morte soffocate per l'inalazione di gas", si rivela. Il raid sarebbe avvenuto ieri tra le 17.30 e le 17.50, afferma l'agenzia, sottolineando che secondo la nota dello Stato maggiore delle forze armate siriane "il deposito di sostanze velenose" colpito era a Hatla, ad est di Dayr az Zor, nell'omonima regione confinante con l'Iraq.

USA: "Abbiamo ucciso per sbaglio 18 combattenti nostri alleati"

Per il momento le forze armate statunitensi hanno fatto sapere che in seguito ad un raid aereo nel nord della Siria sono rimasti uccisi per errore 18 combattenti alleati impegnati nella lotta all'Isis. Secondo il Comando centrale USA, martedì scorso gli aerei della Coalizione si sono fidati delle coordinate errate fornite loro dalle Forze democratiche siriane (Sdf), composte soprattutto da miliziani curdi. L'obiettivo era una posizione dell'Isis a sud di Tabqa, roccaforte dello Stato Islamico: le bombe sono invece finite sulle linee delle Sdf, causando 18 vittime.

Scienziati britannici: "A Khan Sheikhoun usato gas Sarin"

Nel frattempo continua a tenere banco il presunto attacco portato dalle forze armate siriane a Idlib la scorsa settimana. Mentre le responsabilità vengono rimpallate, un funzionario dell'esercito americano ha dichiarato alla CNN che membri dell'intelligence hanno intercettato comunicazioni di militari siriani ed esperti circa la preparazione per l'attacco con armi chimiche compiuto. Le intercettazioni – ha fatto sapere l'ufficiale – erano parte del materiale analizzati nelle ore successive allo stesso attacco allo scopo di stabilirne la responsabilità. La stessa fonte ha sottolineato che gli Stati Uniti non erano al corrente in anticipo del raid, e ciò malgrado sia prassi per gli Usa raccogliere vaste quantità di comunicazioni intercettate in zone come Siria e Iraq, materiale che spesso non viene esaminato se non in caso di un particolare evento che richiede la ricerca di analisti di relative informazioni di intelligence. Dal Regno Unito, intanto, arriva una nuova conferma: quello utilizzato la scorsa settimana a Khan Sheikhoun sarebbe gas Sarin.