
Secondo Eurisko l'Internet Economy in Italia vale il 2% del PIL italiano, nel 2010 ha ammontato a 31,6 miliardi di euro mentre Google su Fattore Internet parla di 59 miliardi al 2015. Fino al 2015 dunque per ogni euro di crescita 15 centesimi arrivano da Internet.
Eppure nonostante questi numeri solo il 25% del totale delle piccole e medie imprese italiane ha un sito e per le aziende con meno di 10 dipendenti questa percentuale scende al 20%. Inoltre c'è un'altro problema più profondo da affrontare: la metà delle PMI è informatizzata ma il 70% dei loro budget di spesa IT è destinato a mantenere l'infrastruttura esistente, non viene investito in innovazione. E' probabilmente sia un problema culturale che di scarsa liquidità dovuta anche alla crisi.
In molti si chiedono come fare per educare le PMI e aiutarle per entrare sul web e creare un processo virtuoso con la Internet Economy. A maggio di quest'anno Google, Seat Pagine Gialle, Register e Poste Italiane hanno provato a dare una risposta presentando un progetto comune: La Mia Impresa Online si occupa di “portare il tuo business online, creare il sito in modo semplice, gratuito e senza avere conoscenze tecniche“.
L'idea di La Mia Impresa Online è quella di far avvicinare piccole e medie imprese al web creando un sito web, una campagna di comunicazione (che altro non è che un coupon AdWords da 100 euro) ed un ecommerce (gratuito solo per i primi 3 mesi) in maniera pressocchè gratuita per il primo anno di vita. In seguito a questa offerta l'utilizzo delle posizioni di vantaggio sul mercato di Google, Seat & Co aveva spinto Assoprovider a richiedere l'intervento dell'Antitrust per abuso di posizione dominante.
Non a caso secondo l'ultimo rapporto di Google in circa 6 mesi più di 27 mila tra imprese, attività commerciali e professionisti hanno aperto un sito web usando La Mia Impersa Online. Di questi l’11% ha attivato anche un ecommerce (usando Seat Pagine Gialle) e il 25% ha avviato una campagna online con Google AdWords.
Questi clienti finora non sono stati raggiunti dalle piccole web agency a causa della loro incapacità oppure tutto ciò che è GRATIS attira sempre come delle monete d'oro?
I settori più gettonati sono stati infatti quello edile e immobiliare, la ristorazione con ristoranti e pizzerie, agenti e rappresentati di commercio e a seguire idraulici, bar e caffè, negozi e consulenti di informatica, abbigliamento, parrucchieri, avvocati, imprese di pulizia, concessionari, meccanici, architetti e studi pubblicitari.
Basta dare un'occhiata ai siti web realizzati con La Mia Impresa Online, ecco alcuni esempi: www.fiorecaffe.com, www.foxsinn.comwww.premioilsegno.it, www.passatempodienrica.it, www.autolavaggionuovo.it, www.ediliziagenovese.it.
Ci si chiede se Google, Seat Pagine Gialle, Register e Poste Italiane non “rubino” o meglio ancora non soffino i clienti alle agenzie web italiane ed estere approfittando della loro posizione. Se molti infatti hanno storto il naso all'uscita di questo progetto altri l'hanno valutato positivamente considerandolo un apri pista di nuove opportunità anche per le piccole web agency.
Tra 1 anno, alla scadenza di tutti questi contratti, bisognerà capire qual è stato l'effetto di La Mia Impresa Online, se questo boom non è frutto nient'altro che dello slogan “crea il tuo sito gratis” con la conseguenza di un deterioramento del mercato oppure se questa iniziativa avrà portato davvero del valore aggiunto per tutti.
Google (o chi per esso, piccole web agency incluse) non promette nulla, nessuno è la manna dal cielo quando bisogna sviluppare un business ma se queste 27 mila PMI giudicassero il proprio sito web realizzato con La Mia Impresa Online inutile non rappresenterebbero migliaia di clienti persi da tutti per sempre?
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