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17:06

Google Plus: a cosa serve davvero

Google+ è molto più di un social network: è contemporaneamente un local network e un mobile network. Per questo il suo successo non si misura sul numero di interazioni. E i vantaggi che porterà si vedranno più avanti, a cominciare dal turismo.

Google Plus: a cosa serve davvero.

Google Plus al centro dell'universo Google

Di Google+ si parla poco e male perché molti si limitano ad analizzare il presente e non le sue prospettive di sviluppo. E’ un errore comune: anche Twitter 4 anni fa era un progetto immaturo ed era difficile immaginarne il futuro.

Sempre più spesso leggo di Google+ come dell’ennesimo social network di cui non si sentiva il bisogno, ma è un progetto abbastanza diverso: “Google+ è la spina dorsale di tutti i prodotti Google” per usare le parole di Giulio Bolzon che ha presentano le opportunità di G+ per il turismo nel corso del Whr 2012 (Web Hotel Revenue) a metà novembre.

A Bto 2012 (Buy Tourism Online) invece, il 29 e il 30 novembre scorso, si è parlato di strategie So.Lo.Mo. ovvero quelle che integrano Social, Local e Mobile. Google+ è queste tre cose insieme:

Google+ è social perchè ha Youtube, il vero social network di Google che poco alla volta si sta integrando in G+, perchè ha le cerchie che consentono di condividere il contenuto giusto con le persone giuste, perchè ha gli Hangout (videoritrovi) e gli Eventi integrati con Google Calendar, perchè ha le Communities, i gruppi di discussione lanciati ieri e che stanno già spopolando.

Ho creato anch’io una community su un argomento che mi sta molto a cuore: le startup in Italia, se vi va di iscrivervi e partecipare :)

Google+ è la spina dorsale di tutti i prodotti Google

Giulio Bolzon

Tutti questi strumenti sono integrati: in una community posso condividere video di Youtube, creare un evento in cui postare foto in tempo reale, aprire un hangout e fare videoconferenze con chi segue l’evento da lontano, condividere i post nel gruppo con altri amici che possono essere interessati, e così via.

Google+ è local grazie appunto a Google Local e Google Maps che permette di geolocalizzare e recensire tutte le strutture turistiche e della ristorazione. Lo è grazie a Google Hotel Finder che presto farà concorrenza alle Ota (Online travel agency) in testa ai risultati dei motori di ricerca. E a breve diventerà disponibile dall’Italia anche Google Flight Search. Diventa quindi inevitabile per le aziende dotarsi di una pagina aziendale Google+ per essere presenti ed indicizzarsi al meglio.

Google+ poi è soprattutto mobile grazie all’integrazione con Android: se pensiamo che è il sistema operativo più diffuso, che le prenotazioni degli hotel da mobile sono un trend in crescita costante, che il 65% di chi prenota da cellulare lo fa il giorno stesso dell’arrivo, capite che essere su Google plus è il posto dove per molti turisti sarà comodo cercare un albergo o un ristorante e una delle future fonti di revenue per le strutture ricettive.

Durante BTO 2012 Arnie Weissmann di Travel Weekly ha paragonato la strategia di Google sul turismo a quella di Barilla con i biscotti del Mulino Bianco, vale a dire: “se vuoi continuare a vendere la pasta devi vendere anche i biscotti e le merendine”. Barilla ha avuto alterne fortune in questa strategia (a BTO è stato ricordato anche il rifiuto di Esselunga), ma ormai i suoi biscotti sono nell’uso quotidiano degli italiani al pari della pasta.

Con Google è lo stesso: finita l’epoca dei risultati neutrali adesso se si vuole usare Google (come motore di ricerca, con Android, per le email, per le mappe o per Youtube, quindi per i prodotti di punta) bisogna sorbirsi anche gli altri servizi: non è detto che Big G abbia il potere di mercato necessario per convincere tutti, ma è una possibilità abbastanza verosimile proprio perchè di alcuni prodotti è difficile fare a meno.

Tornando a Google+ quindi non è tanto importante il tasso di attività visibile pubblicamente quanto il tasso di adozione. Avere un cellulare Android equivale ad usare i servizi di Google+: puoi anche non condividere nulla sul tuo profilo, ma mentre su twitter saresti considerato alla stregua di un fake account in quanto inattivo, per Google sei una persona con uno smartphone e una carta di credito che può fare un acquisto al pari di uno smanettone dei social network.

Google+ serve a semplificare la vita degli utenti Google che potranno acquistare, vivere e condividere un viaggio stando sempre connessi. Lo utilizzeranno senza accorgersene: se usate le mappe di Apple non state pensando di essere nel social network di Apple, eppure ne fate parte nel momento in cui comprate un iPhone. Per Google è lo stesso: rendendo naturale l’utilizzo dei suoi servizi per la vita di tutti i giorni punta a farci diventare utenti più o meno consapevoli di Google+. E se ci riesce ovviamente ci guadagnerà anche parecchio.

Domenico Palladino

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