Approfittando della chiusura della scuola elementare di Bertinoro, provincia di Forlì, per la festa patronale, dei ladri sono riusciti a portar via otto computer a servizio delle lavagne multimediali per un danno di circa duemila euro. Per i bambini, derubati dei supporti necessari per affrontare ogni giorno le lezioni, è stato davvero un brutto ritorno a scuola e così, dispiaciuti e arrabbiati per l’accaduto, hanno deciso di prendere carta e penna e rivolgersi proprio ai malviventi che gli hanno portato via i loro computer. È Tgcom24 a riportare il testo della letterina che i bambini della scuola elementare di Bertinoro hanno rivolto ai ladri: “Cari ladri, la scuola è il ‘nostro’ posto dove viviamo ogni giorno insieme, dove impariamo a crescere, a rispettarci, a non escludere nessuno, dove ci aiutiamo e ci divertiamo. La scuola è la nostra ‘seconda casa’, dove si coltivano lealtà, educazione, umiltà, onestà e dove ci insegnano che i problemi si affrontano con coraggio”. I bambini hanno quindi scritto di aver “provato rabbia, tristezza, dispiacere, delusione”. “Ci siamo guardati attorno disorientati e abbiamo sperato fosse uno scherzo. Ci siamo detti: Che ingiustizia! Che fatica e impegno per realizzare il nostro sogno tecnologico! In una notte tutto è svanito. Ci avete tolto delle opportunità”, così ancora nella loro letterina. Ma in ogni caso, i bambini non si abbattono: “Siamo ottimisti inguaribili e coraggiosi combattenti. Che dire, ladri, per voi proviamo pena. Questa, per noi, è la vera povertà di sentimenti”.

Scatta gara di solidarietà – E in effetti per loro una buona notizia è già arrivata: come scrive il Resto del Carlino, per questi bimbi della provincia di Forlì è scattata una vera gara di solidarietà. “Mercoledì mattina – così Gabriella Garoia, dirigente scolastica reggente dell’istituto comprensivo – ci è giunta una mail nella quale un’importante azienda del territorio comunicava che ci donerà una decina di computer rigenerati, in sostituzione di quelli rubati”. Non solo: anche il comitato dei genitori e associazioni del territorio si erano mobilitate per riacquistare i computer rubati.