Francesco Vignotto
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Linguista, esperto di scrittura e comunicazione aziendale, copywriter specializzato nella scrittura per il web e nella 'umanizzazione' dei linguaggi tecnici. Ha al suo attivo dieci anni di docenze universitarie, corsi di formazione e consulenze per aziende, pubbliche amministrazioni e istituzioni. Ci tiene a precisare che è anche insegnante di yoga ed ex agricoltore. È convinto che le tecnologie siano una grande opportunità, ma solo se a usarle c'è un essere umano, non un automa che parla in codice. Perché, come disse Yoko Ono, “il messaggio è il mezzo”.
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Pareggio di bilancio nella Costituzione? Solo nel titolo

Si scrive (nel titolo) 'pareggio di bilancio' e si legge (nel testo) 'equilibrio tra entrate e uscite'. Il che significa probabilmente: tutto come prima, checché ne dicano i giornali. Un caso tra i tanti, che ci mostra come le intenzioni dietro alle leggi scivolino sulle parole.

Per ambiente ed economia, questa è l'ora più buia

Da Durban il verdetto è chiaro: l'emergenza economica ha la priorità su quella ambientale. Ecco dunque un compito per l'immediato: trovare il filo che lega le due crisi. Il premio, forse, sarà "trovare l'alba dentro l'imbrunire" per entrambe.

La manovra Monti uccide l'italiano (come sempre)

Non piange solo la Fornero: a leggere il testo della manovra piange anche, come di consueto, la lingua italiana. Quando capiremo che le leggi scritte male sono un costo enorme che non ci possiamo più permettere?

Caro Padre Amorth, io non direi che lo Yoga è satanico...

Lo dicevano anche del rock'n'roll e ha visto che successo ha avuto? Scherzi a parte, lo Yoga non è una religione, ma una scienza e una disciplina preziosissima per l'uomo contemporaneo. E non è neppure così estranea alla tradizione cristiana.

Perché su internet la gente crede quasi a tutto

Siamo vittime delle banche e della Goldman Sachs? Forse. Ma prima ancora siamo vittime dell'impossibilità di distinguere verità e menzogna. Ecco perché, malgrado internet, non siamo più informati di prima.

Fallire non è morire: chi ha paura della povertà?

Il disastro economico non significa non poter più vivere, fare, ricominciare da capo e anche di essere finalmente felici. Ecco perché, per trovare una soluzione o una via di fuga, occorre accettare di poter perdere tutto.

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