A quasi due anni dall'inizio del processo, arriva la richiesta di condanna per i blogger Selvaggia Lucarelli, Gianluca Neri e Guia Soncini. La vicenda risale a quasi sette anni fa, ormai: nel settembre 2010 Elisabetta Canalis, all'epoca fidanzata con George Clooney, festeggia il suo 32simo compleanno a Villa Oleandra, la residenza italiana dell'attore hollywoodiano. Qualche tempo dopo, 191 fotografie scattate alla festa di compleanno escono allo scoperto e vengono proposte come scoop al direttore del settimanale Chi, Alfonso Signorini. La trattativa economica, però, in breve tempo finisce per impantanarsi a causa di un piccolo particolare: le foto proposte a Signorini non sarebbero state autorizzate da Elisabetta Canalis, che venendo a sapere dell'esistenza di queste immagini si accorge così di essere "spiata". Le fotografie, infatti, secondo l'accusa del Pubblico Ministero, sarebbero state illecitamente rubate dalla casella mail di Federica Fontana, amica di Elisabetta Canalis e presente alla festa quel giorno, che ricevette il file esclusivo proprio dalla festeggiata, insieme a poche altre persone.

"Il nostro collaboratore Gabriele Parpiglia e Selvaggia Lucarelli sono venuti a casa mia a presentarmi le foto. Gli scatti erano strepitosi e la Lucarelli mi disse che venivano da un'amica di Elisabetta Canalis. Ho detto all'allora ad di Mondadori Maurizio Costa e al direttore editoriale Ninì Briglia di avere la possibilità di fare uno scoop incredibile con George Clooney e la Canalis e ho avvertito l'ufficio legale, che mi ha consigliato di sentire Elisabetta per ringraziarla. Ma lei mi ha detto che quelle foto non erano state autorizzate, che le aveva un ristretto numero di persone e che non c'era nessun consenso a utilizzarle. In quel momento l'affare, che partiva da una richiesta di 100mila euro fatta ai miei collaboratori dall'agente fotografico Giuseppe Carriere, che aveva portato le foto a Segrate e che stava gestendo la trattativa è saltato", dichiarò il direttore di Chi durante un'udienza tenutasi lo scorso giugno, versione dei fatti confermata da Carriere che raccontò di aver proposto immediatamente il servizio a Chi e che "era chiaro che a Selvaggia sarebbe andata una parte. Io avrei trattenuto una percentuale tra il 40 e il 60 per cento".

Secondo la tesi della Procura di Milano, quelle fotografie sarebbero state sottratte alla Fontana attraverso una sorta di hackeraggio della casella mail e nell'ambito dell'inchiesta giudiziaria sono finiti a giudizio i blogger Selvaggia Lucarelli, Gianluca Neri e Guia Soncini, accusati a vario titolo di concorso in intercettazione abusiva, detenzione e diffusione abusiva di codici di accesso (accusa non relativa alla posizione di Selvaggia Lucarelli) "al fine di procurare a sé o ad altri un profitto o di arrecare ad altri un danno", oltre a accesso abusivo a sistema informatico e violazione della privacy. Per questo motivo oggi, dopo aver cercato di spingere imputati e parti civili alla conciliazione stragiudiziali, il pm Grazia Colacicco ha chiesto la condanna a un anno di detenzione per Selvaggia Lucarelli, un anno e due mesi per Gianluca Neri e dieci mesi per Guia Soncini.

I blogger hanno sempre respinto le accuse mosse dal pubblico ministero sostenendo che non avevano alcun altro intento se non quello di spettegolare un po' su Clooney e che foto non sarebbero state sottratte da Neri, come ipotizzato dalla Procura, ma trovate casualmente dallo stesso "nel sito 4chan, una specia di ‘wikileaks’. Un link rimandava alla mail ‘giorgioclone’ e alla sua password, da lì sono arrivato alla cartelletta con le 191 immagini", immagini che poi Neri avrebbe girato per ridere all'amica Selvaggia. 

Elisabetta Canalis e Federica Fontana, le presunte vittime del furto, hanno chiesto 10mila euro ciascuna a titolo di risarcimento danni. "Per quelle foto c'è stata una trattativa da diverse migliaia di euro che è pienamente provata. Questo tipo di reati ha gravi conseguenze morali per chi le subisce. Le persone non sanno di essere sotto controllo. Canalis lo ha saputo solo nel 2012 e, in quel momento, ha potuto pensare di essere ancora controllata", ha spiegato l'avvocato di parte civile Marco Tullio Giordano, sostenendo di aver quantificato il danno tenendo conto del fatto che questo processo non arriverà mai a sentenza definitiva causa prescrizione. Dopo la richiesta di condanna da parte del Pm, ora dunque si attende la decisione del giudice.

"Sperando che, affidandosi alla prescrizione, questi tre non la facciano franca come al solito", è il commento della Canalis su Twitter.