in foto: Una postazione Autography nel Museo dell'Opera del Duomo, Firenze

Lasciare una prova scritta del proprio passaggio nei luoghi storici e culturali è usanza comune: nomi, date, dediche d'amore “arricchiscono” i punti più impensabili dei molte opere d'arte e musei d'Italia. Centinaia di monumenti ne portano i segni: scritte e graffiti sono una delle piaghe più implacabili e meno controllabili, per la tutela delle opere d'arte. Ma a Firenze, grazie alla tecnologia, ora è possibile non soltanto preservare luoghi storici dai “vandali”, ma anche valorizzare e dare risalto a questa particolare forma d'espressione.

Da qualche settimana infatti i graffiti sono divenuti a tutti gli effetti parte integrante del percorso di visita del Museo di Santa Maria del Fiore: grazie ad “Autography”, una app sviluppata appositamente per permettere ai visitatori di lasciare commenti, frasi, disegni, o semplicemente il loro nome su un display e non sui muri dei luoghi di visita. Sperimentata con grandioso successo presso il Campanile di Giotto, ora la app è arrivata anche nel percorso di visita della Cupola del Brunelleschi.

Un esperimento di successo

Alcuni dei "graffiti" raccolti grazie ad Autography nel Campanile di Giottoin foto: Alcuni dei "graffiti" raccolti grazie ad Autography nel Campanile di Giotto

Un anno fa la app “Autography” era stata lanciata per tentare di salvaguardare i muri interni del Campanile di Giotto, costruito nel Trecento e fiore all'occhiello del patrimonio culturale fiorentino: l'iniziativa, pensata soprattutto per evitare che le mura interne venissero deturpate da scritte e dediche, ha riscosso un'incredibile successo, tant'è che in pochi mesi le postazioni digitali hanno raccolto ben 18 mila messaggi. E le mura del campanile? Mai state così pulite, soltanto una decina si scritte che sono state tempestivamente eliminate.

Sì ai graffiti: ma con Autography

La app Autography, Museo dell'Opera del Duomo, Firenzein foto: La app Autography, Museo dell'Opera del Duomo, Firenze

Quella del Brunelleschi è la più grande cupola in muratura mai costruita, risalente alla metà del Quattrocento. Circa 800 mila visitatori l'anno attraversano gli stretti corridoi e percorrono gli oltre quattrocento scalini per arrivare in cima a questa meraviglia architettonica: i muri interni attraverso cui si dirama il percorso erano completamente ricoperti di scritte e graffiti. Una situazione ingestibile, visti gli enormi numeri di visite: ma con l'app “Autography” tutto cambierà.

È possibile scegliere se scrivere a matita, con un pennarello o addirittura con lo spray su marmo, carta, legno o mattone (tutto rigorosamente virtuale), e scatenare così in modo “inoffensivo” la propria vena creativa: i messaggi raccolti ogni giorno verranno scaricati e catalogati nell'Archivio storico, arricchendo i sette secoli di storia già conservati. Ma non solo: è stata annunciata anche la pubblicazione di un volume cartaceo con i messaggi e le dediche più belle raccolte nel corso di un anno.

@museofirenze su Twitterin foto: @museofirenze su Twitter

In seguito ad un importante intervento di restauro, sono state installate due postazioni multimediali: una accanto alle statue dei Vescovi, l'altra nel “Museino” dove sono esposti alcuni attrezzi d'epoca del cantiere brunelleschiano. Sia in salita che in discesa quindi, i visitatori potranno lasciare una testimonianza del loro passaggio, senza però intaccare le preziose mura storiche.