Il Partito Democratico dice no all'ingresso nella giunta del Comune di Napoli guidata dal sindaco Luigi de Magistris. È Guglielmo Epifani, il segretario nazionale, a mettere una pietra tombale su qualsiasi ipotesi d'accordo. Epifani parla dopo aver incontrato i responsabili degli enti locali del Mezzogiorno, il segretario regionale del Pd Campania Enzo Amendola e il segretario provinciale Gino Cimmino, sui temi di lavoro, occupazione e sviluppo. Il nodo è quello di Nino Daniele, l'ex sindaco Ds di Ercolano nonché ex capogruppo diessino in Regione Campania sarà con tutta probabilità il nuovo assessore alla Cultura nella giunta "arancione". Il rimpasto arriverà tra stasera e domani a due anni dalle Amministrative e dopo l'addio di cinque assessori (ultimo in ordine di tempo Bernardino Tuccillo, dimessosi ieri in aperta polemica con l'ex pm). Daniele prenderà il posto di Antonella Di Nocera e potrebbe avere – ma la certezza la si avrà solo nelle prossime ore – la delega di vicesindaco al posto di Tommaso Sodano. Siccome questa scelta coinvolge Daniele, esponente storico del Pds prima, dei Ds e del Pd poi, molti avevano pensato potesse essere il segnale di un ingresso ufficiale del Partito Democratico nella squadra di Luigi de Magistris. Così non sarà. Ha detto Epifani: "Rispetto a quello che sta avvenendo noi troviamo davvero imbarazzante che invece di proporsi di lavorare per il bene della città si continuino a fare e disfare giunte senza avere un minimo di continuità e temiamo che questo possa essere un ostacolo per la risoluzione dei problemi". Parole che non lasciano scampo a ulteriori interpretazioni.

Tornando al valzer di nomi e poltrone: al posto di Tuccillo andrà il consigliere comunale Sandro Fucito (Federazione delle Sinistre). Resta invece un grande punto interrogativo sulla casella del Welfare. De Magistris vorrebbe qualcuno vicino a Gesco, il grande gruppo di cooperative che operano nel sociale guidato dall'ex assessore Sergio D'Angelo. Ma sarebbe proprio quest'ultimo ad aver messo il veto per evitare ulteriori accuse di conflitti d'interesse col gruppo che ora dopo l'esperienza politica lo rivede saldamente alla guida. L'ipotesi che piace a D'Angelo è quella di
Caterina Pace dell'Idv ma il partito invece vorrebbe o Franco Moxedano o Enzo Ruggiero. Resta Anna Donati che col sindaco è coinvolta nell'inchiesta sulle buche stradali: l'ex pm non vuole dare, silurandola, un segnale di debolezza o di timore su questo punto. Resta il punto interrogativo di Sinistra e Libertà. Che vorrebbe pure entrare ma non senza il Pd a braccetto. E per ora cerca la strada del dialogo aspettando settembre per eventualmente provare l'ingresso a Palazzo San Giacomo.