Preso atto della prosecuzione di un esodo migratorio senza sosta e senza precedenti, l'Italia sembra essere intenzionata a chiedere all'Unione europea un significativo intervento e a procedere con una stretta all'accoglienza dei migranti sul territorio. Così, dopo le dichiarazioni dell'ex presidente del Consiglio Matteo Renzi e la presa di posizione del ministro dell'Interno Marco Minniti, secondo quanto si apprende da fonti europee, "il governo avrebbe dato mandato al Rappresentante presso la Ue, l'ambasciatore Maurizio Massari di porre formalmente al commissario per le migrazioni Dimitris Avramopoulos il tema degli sbarchi in Italia. Messaggio consegnato dall'Italia alla Commissione: la situazione che stiamo affrontando è grave, l'Europa non può voltarsi dall'altra parte", spiega Repubblica.

Secondo il governo italiano, infatti, la situazione sarebbe ormai insostenibile e le proporzioni del fenomeno migratorio impongono una riflessione differente rispetto al passato. Ciò che l'esecutivo ritiene insostenibile, stando a indiscrezioni, è "che tutte le navi che fanno operazioni di salvataggio approdino in Italia", dunque "il governo starebbe valutando la possibilità di negare l'approdo nei porti italiani alle navi che effettuano salvataggi dei migranti davanti alla Libia ma battono bandiera diversa da quella del nostro Paese".

Durante un incontro ufficiale con il premier canadese Justin Trudeau, anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella si è detto preoccupato dall'aggravarsi del fenomeno migratorio, definendolo lui stesso "insostenibile". "Se il fenomeno dei flussi continuasse con questi numeri la situazione diventerebbe ingestibile anche per un Paese grande e aperto come il nostro", ha spiegato Mattarella, aggiungendo che quello odierno è "un fenomeno epocale che non si può cancellare alzando muri ma occorre governarlo con serietà e va governato assicurando contemporaneamente la sicurezza dei cittadini".

Scrive Repubblica, citando fonti europee: "L'Italia, sottolineano le fonti, continuerà a salvare vite in mare come sempre ha fatto in questi anni, ma non è più sostenibile che tutto il peso dell'accoglienza debba gravare sul nostro Paese. Salvataggi e accoglienza non possono essere disgiunti e dunque il contributo dell'Ue non dovrà limitarsi alle operazioni di soccorso in mare.

L'eventuale blocco dei porti italiani riguarderebbe non solo le navi delle Organizzazioni non governative che operano nel Mediterraneo centrale ma anche le unità navali inserite in Frontex, l'Agenzia cui spetta il controllo delle frontiere esterne dell'Ue, e in Eunavformed, l'operazione che ha il compito di contrastare nel canale di Sicilia i trafficanti di esseri umani, alla quale partecipano 25 nazioni europee".

La risposta europea alla formale richiesta dell'Italia è pervenuta a stretto giro: "Se necessario siamo pronti a aumentare sostanzialmente il sostegno finanziario all’Italia. L’Italia ha ragione che la situazione è insostenibile lungo la rotta del Mediterraneo Centrale. La Commissione ha sempre sostenuto l’Italia nella sua gestione esemplare della crisi dei rifugiati e continuerà a farlo. Tuttavia, abbiamo tutti un obbligo umanitario di salvare vite. Se non si può lasciare una manciata di paesi Ue da soli a gestire l’emergenza, il giusto forum per discutere di questo è il Consiglio, a cominciare dalla riunione informale dei ministri della Giustizia e degli Interni della prossima settimana a Tallin", ha dichiarato il commissario europeo agli Affari interni, Dimitris Avramopoulos.