Solo una settimana fa i giornali di tutto il mondo avevano rimbalzato la notizia del ritrovamento di una gigantesca statua, probabilmente raffigurante il faraone Ramses II. E invece il mastodontico reperto ritrovato nell'acqua, alla periferia del Cairo, raffigura probabilmente un altro faraone meno antico, Psammetico I. Il che conferisce alla scoperta un valore certamente meno significativo di quanto annunciato dalle autorità egiziane in un primo momento. Lo stesso ministro alle Antichità egizie – che in aveva riferito della straordinaria scoperta di Ramses – ha corretto il tiro

Quando abbiamo scoperto la statua, il suo posto, di fronte a un tempio di Ramses II, le sue dimensioni ci hanno portato immediatamente a pensare che fosse Ramses II o una statua riusata da Ramsete II ma appartenente ad un re precedente della XII dinastia come ci sono molti esempi a Heliopolis. Ma quando è stata sollevata la testa abbiamo cominciato a trovare alcuni elementi che sono caratteristici di altri periodi.

La forma della testa, degli occhi e la particolare forma allungata del volto hanno fatto pensare agli esperti di essere stati tratti in inganno e di aver gridato al miracolo troppo presto.

Perché la statua di Ramses sarebbe stata importante.

Molti studiosi concordano nel considerare Ramses II, il faraone che nell'antico Egitto combatté contro Mosè, così come raccontato nell'Antico Testamento della Bibbia. Per altri, invece, Ramses II è il padre di quel faraone che si sarebbe scontrato con Mosè, il cui nome sarebbe Merenptah. In ogni caso, nella Torah ebraica non appare né l'uno né l'altro nome. Resta però il fatto che fu uno dei faraoni più importanti di tutta la civiltà egizia e che ciò che Ramses II ha lasciato all'archeologia e allo stesso modo nella memoria collettiva fa di lui il faraone più noto da tutti.