Gli effetti della chiusura di un procedimento giudiziario.

Terminata una fase del procedimento giudiziario, ottenuta la sentenza, entrano in gioco altri due concetti il passaggio in giudicato (il contenuto implicito ed esplicito della sentenza non può essere più oggetto di revisione da parte di un giudice superiore) e l'esecutività della sentenza (la sentenza passata in giudicato può essere usata come titolo esecutivo per ottenere l'adempimento coattivo di quanto disposto nel medesimo provvedimento del giudice.

Di solito i due profili (passaggio in giudicato ed esecutività) della sentenza coincidono, nel senso che solo dopo il passaggio in giudicato della sentenza è possibile procedere con l'adempimento coattivo della stessa, (al fine di garantire il debitore), nel sistema processuale attuale questo rapporto tra passaggio in giudicato es ed esecutività della sentenza è stato reciso e si è passati al sistema per il quale anche in presenza di una sentenza non (ancora) passata in giudicato può essere posta in esecuzione forzata ex art. 282 cpc (provvisoria esecutività delle sentenze di primo grado).

Indipendentemente dalla provvisoria esecutività della sentenza, il passaggio in giudicato della sentenza si ottiene quando sono esaurite tutte le possibili impugnazioni oppure quanto viene accettato l'esisto del procedimento (c.d. acquiescenza alla sentenza).

Diversa è la situazione che deriva dalla cessata materia del contendere.

Il passaggio in giudicato della sentenza e le conseguenze su altri procedimenti giudiziari.

La sentenza passata in giudicato anche se risolve una particolare e specifica controversia potrebbe essere importante o avere una rilevanza anche in altri procedimenti, (tra le medesime parti), quanto meno per gli accertamenti (impliciti o espliciti) che riguardano aspetti che derivano (o sono collegati) alla vicenda oggetto della sentenza (ad esempio una sentenza di usucapione è titolo contro l'usucapiente per un eventuale risarcimento del danno subito da terzi e derivante dal bene usucapito oppure una sentenza di sfratto è un titolo per dimostrare la qualifica di inquilino e richiedere un decreto ingiuntivo per le somme non pagate a titolo di locazione).

Questi aspetti sono regolati dall'art. 2909 cc secondo il quale l'accertamento contenuto nella sentenza passata in giudicato fa stato a ogni effetto tra le parti, i loro eredi o aventi causa. Le motivazioni alla base dell'art. 2909 cc sono diverse, basta pensare, da un lato, all'interesse dell'ordinamento non avere soluzioni contrastanti o pronunce contrastanti (sei inquilino, non sei inquilino), dall'altro lato ad  evitare un ripetizione (duplicazione) di accertamenti sempre e solo sulle medesime questioni (sei inquilino non sei inquilino).

Quindi, è possibile affermare che l'accertamento contenuto in una sentenza (passata in giudicato) non costituisce patrimonio esclusivo delle parti, ma, mirando ad evitare la formazione di giudicati contrastanti, conformemente al principio del "ne bis in idem", corrisponde ad un preciso interesse pubblico, sotteso alla funzione primaria del processo, e consistente nell'eliminazione dell'incertezza delle situazioni giuridiche, attraverso la stabilità della decisione.

L'eccezione di giudicato e le preclusioni processuali.

Resta da chiedersi se l'eccezione di giudicato è rilevabile d'ufficio o meno, la medesima domanda può essere posta chiedendosi se l'eccezione di giudicato soggiace alle preclusioni processuali previste dal codice di procedura civile.

La necessità di avere stabilità tra giudicati (alias la necessità di garantire in modo effettivo la non contraddizione tra giudicati) comporta che deve escludersi che l'"eccezione di giudicato" sia sottoposta alle preclusioni (anche documentali) previste per le fasi processuali (addirittura se l'eccezione di giudicato è sollevata dopo la "precisazione delle conclusioni",  "il giudice di merito deve rimettere la causa sul ruolo istruttorio al fine di consentire il contraddittorio sull'eccezione di giudicato, ma anche al fine di consentire alla parte interessata di produrre la sentenza munita dell'attestazione di irrevocabilità"),

Per cui si può dire che l'esistenza del giudicato esterno è, al pari di quella del giudicato interno, non costituisce oggetto di eccezione in senso tecnico, ma è rilevabile in ogni stato e grado anche d'ufficio, senza che in ciò sia riscontrabile alcuna violazione dei principi del giusto processo.

Adempimenti a carico della parte che solleva l'eccezione di giudicato.

L'unica condizione cui è subordinata la eccezione di giudicato è data, dunque, soltanto dalla effettiva conoscibilità, da parte del Giudice della causa pendente, della "regola di diritto" prodotta dal precedente giudicato e che impedisce una nuova pronuncia sul merito relativa al medesimo rapporto, conoscenza che può essere data esclusivamente dalla presenza in atti della sentenza (o del provvedimento cui la legge ricollega analoghi effetti) che si intenda far valere, munita dell'attestazione dell'intervenuto passaggio in giudicato.

Cass., civ. sez. III, del 31 gennaio 2017, n 2322