Morire in corsia. È accaduto ad una pensionata di 86 anni originaria di Mele, comune alle pendici del'Appennino ligure, che è morta all'Ospedale San Martino di Genova durante un intervento chirurgico. La donna era ricoverata nel reparto di Ginecologia e secondo i medici era affetta da una sospetta patologia oncologica Durante l'intervento, la donna ha subito una perforazione dell'utero. La Procura di Genova ha aperto un'inchiesta sul decesso dell'ottantaseienne. Il corpo della pensionata è stato messo a disposizione delle autorità giudiziarie dalla Direzione Sanitaria del San Martino. «Siamo tutti a disposizione delle autorità» ha detto Giovanni La Valle, direttore sanitario del Policlinico San Martino. «Durante l’intervento si sono verificate delle complicanze intra operatorie» è la nota ufficiale della Direzione Sanitaria dell'ospedale ligure.

Non è il primo caso di morte sospetta all'Ospedale San Martino. Nel 2016 una donna di 72 anni, operata per l‘asportazione della cistifellea, è morta un mese dopo l'intervento per emorragia interna. I punti avevano ceduto. Lo stesso anno un uomo di 64 anni è morto dopo una gastroscopia, un esame assolutamente non pericoloso. Nell'aprile del 2014 al "Galliera" era deceduto Carlo Vincenzi, pure questo un uomo relativamente giovane, di 65 anni. Era stato ricoverato per un banale mal di pancia ed è morto 27 giorni dopo essere sottoposto alla gastroscopia, che gli avrebbe perforato l'intestino. Nel gennaio del 2008 un altro decesso al "Villa Scassi" di Sampierdarena. Ad una donna di 63 anni, Alide Napoli, durante l'endoscopia delle vie biliari era stato perforato il pancreas. Nel 2013 una donna di 53 anni , Laura Marangoni, è morta per un malfunzionamento di un macchinario che ha pompato aria anziché sangue nelle vene.