Don Inzoli, il Monsignore con la Mercedes ridotto allo stato laicale

La Congregazione per la dottrina della fede del Vaticano, l'ex Sant'Uffizio, ha ridotto allo stato laicale Monsignor Mauro Inzoli, uno degli esponenti di spicco di Comunione e Liberazione a livello nazionale nonché ex presidente del Banco Alimentare. La notizia è stata annunciata ieri dal vescovo di Crema, monsignor Oscar Cantoni a tutti i sacerdoti della diocesi in una riunione convocata d'urgenza. La pena comunque al momento è sospesa in attesa del secondo grado di giudizio a cui Don Inzoli può appellarsi entro sessanta giorni. Don Inzoli era molto conosciuto nel cremonese e anche chiacchierato per il suo presunto affarismo e per il suo stile di vita fatto di auto di lusso come la Mercedes, ristoranti e frequentazioni altolocate. Il religioso sessantaduenne già nell'ottobre del 2010 lasciò improvvisamente e incomprensibilmente la guida della sua parrocchia confessando alle persone a lui più vicine che si sarebbe preso un anno sabbatico per curare una forte depressione.

Voci parlavano da tempo di un'inchiesta a suo carico per presunti abusi su minori, ma non sono state mai confermate ufficialmente anche se dopo l'annuncio di ieri i sospetti acquistano sempre più sostanza. Pene così severe, infatti, di solito vengono decretata solo in gravissime circostanze come profanazione dell'eucarestia, attentato al Pontefice, atti turpi in confessionale, abusi su minori e detenzione e divulgazione di immagini pornografiche di minori. Anche se sui motivi della decisione della Congregazione per il momento resta il massimo riserbo comunque i fatti che vengono contestati a Don Inzoli riguardano la sua vita privata, atti illeciti nella sfera personale ed  estranei a questioni di carattere economico.

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