Di giorno carabiniere, la sera stupratore di turiste. In 14 accusano Dino Maglio, 37enne di origini pugliesi, di averle drogate e stuprate mentre erano incoscienti. In attesa di giudizio per violenza sessuale aggravata, procurato stato di incapacità e concussione, Maglio è stato già condannato a una pena di sei anni e sei mesi per aver drogato e violentato una liceale australiana di 16 anni, tre anni fa. Le presunte vittime sono turiste provenienti da tutto il mondo tra cui polacche, canadesi, portoghesi, ceche, tedesche, e australiane.

Si faceva chiamare Leonardo e attirava le vittime in casa propria attraverso il Couchsurfing, il servizio di ospitalità per turisti low cost. Al suo annuncio, pubblicato sulla piattaforma americana, rispondevano ragazze di ogni nazionalità che il carabiniere ospitava in casa propria, con diversi benefit, tra cui la cena con vino al Tavor. Quando le ragazze erano incoscienti, l'uomo approfittava di loro. Alcune conservavano ricordi sbiaditi di molestie e baci ai quali non erano state in grado di opporsi a causa dell'effetto dei narcotici, altre, invece non ricordavano che brevi immagini, ma quasi tutte avevano la certezza di aver subito una violenza.

La prima denuncia arriva nel 2014, quando una studentessa australiana lo accusa di averla stuprata mentre era sua ospite nella casa di Arcella insieme alla madre e alla sorella. La vittima era stata drogata con un cocktail di limoncello e benzodiazepine. La denuncia, tuttavia, non interrompe la catena di stupri, la volta successiva tocca a un’armena e poi a un’argentina. A marzo 2015 i poliziotti della squadra mobile di Padova fanno irruzione nella casa-albergo e sequestrano un computer contente filmati e foto di circa un centianaio di ragazze provenienti da tutto il mondo, materiale pedopornografico e un potente sonnifero.

La vicenda diventa poi un caso internazionale, quotidiani come ‘The Guardian' riportano la notizia del militare italiano accusato di stupro, tanto che gli hacker di Anonymous lanciano l'allarme diffondendo l'identikit del militare in rete. Nessuna recensione negativa, invece, sul sito di Couchsurfing: le turiste venivano infatti minacciate di avere guai se avessero postato commenti negativi. Il carabiniere si vantava infatti di poter raccogliere informazioni attraverso i dati del passaporto e del cellulare, minaccia che gli è costata l'accusa di concussione.