Nel caso in cui il MoVimento 5 stelle riuscisse a diventare il primo partito alle prossime elezioni politiche, si candiderebbe seriamente a ricevere l’incarico dal Presidente della Repubblica per formare il nuovo Governo. È Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera dei deputati ed esponente di primo piano del MoVimento, a confermare la road map per la guida del Paese, nel corso della registrazione della trasmissione televisiva Porta a Porta, condotta da Bruno Vespa. “Certo”, prosegue Di Maio, “a decidere è sempre il Capo dello Stato, ma potremmo presentare un programma chiaro e chiedere la fiducia in Parlamento, qualcosa non avessimo seggi a sufficienza”.

Tuttavia, nella lettura del deputato grillino, non è detto che con l’attuale sistema elettorale nessuna forza politica possa essere autosufficiente: “Nella legge elettorale vigente per la Camera è rimasto il premio per chi raggiunge il 40 per cento e al Senato c’è uno sbarramento alto, quindi se si ottiene un risultato dignitoso è possibile puntare al 51%”. Per raggiungere questo obiettivo, prosegue, “a fine luglio presenteremo il programma, a fine settembre sceglieremo il candidato premier e nei mesi successivi i potenziali ministri, che renderemo noti prima delle elezioni”.

Quanto a eventuali alleanze pre-elettorali, Di Maio rigetta ogni ipotesi di accordo con Salvini: “Io sono del Sud, non voglio far parte di un movimento che si allea con chi diceva ‘Vesuvio, lavali col fuoco’”. E ribadisce di non aver mai incontrato Salvini, smentendo nuovamente le voci circolate in questi giorni, circa eventuali trattative tra il MoVimento 5 Stelle e la Lega Nord per la legge elettorale. Sugli ideali che spingono il movimento Di Maio ha ribadito la trasversalità dei pentastellati: "Hanno detto che ci stiamo spostando a destra, noi portiamo avanti i valori di Berlinguer, di Almirante e della Dc".