Aveva fatto molto discutere un passaggio dell’intervento di Luigi di Maio in conferenza stampa dopo il salvataggio dalla decadenza da senatore di Augusto Minzolini, determinato dal voto di Palazzo Madama, in difformità rispetto a quello della Giunta per le Immunità. Il vicepresidente della Camera dei deputati si era espresso in questo modo: “Non vi lamentate, quando in Senato fate atti eversivi di questo tipo, se poi fuori i cittadini vengono a manifestare in maniera violenta, è inutile che vi mostrate sconvolti del fatto che i tassisti o quelli della Bolkestein fanno esplodere dei petardi, è inutile che vi lamentate se i cittadini fanno delle manifestazioni forti fuori da qui. È una vergogna […] Sono dei miserabili e non dobbiamo meravigliarci, ma è un precedente, perché con il voto di oggi la legge Severino non esiste più. Fanno la legge e poi derogano la legge, questo di oggi è stato un voto di scambio, ieri hanno salvato Lotti, oggi hanno salvato Minzolini

Parole che in molti avevano interpretato come una “istigazione alla violenza”, provocando la replica stizzita dello stesso Di Maio, che aveva negato di aver proferito parole che potessero incitare all'odio. Oggi, intervenendo a una iniziativa pubblica, ribadisce il concetto: “Non ho mai evocato la violenza, anzi, io sono uno di quelli che prova a scongiurarla. Però sono preoccupato dal fatto che troppe persone in Parlamento violino la legge, come accaduto nel voto su Minzolini con la Severino. Questi comportamenti hanno un impatto devastante sul Paese e sulla società”.

Poi il deputato del MoVimento 5 Stelle fa un appello al Presidente della Repubblica: “Mattarella dovrebbe intervenire immediatamente quale garante dell’applicazione delle leggi. E io chiedo che si vada al voto subito, come vogliono anche tanti cittadini”.