
Coincidenze. Voi credete nelle coincidenze?
14 dicembre 2010: a Montecitorio finisce 314 a 311, con due astenuti. Decisivi i voti di Calearo, Scilipoti e Cesario, oltre alle due defezioni all'interno di Fli. Il premier alle 17 va da Napolitano.
14 ottobre 2011: la Camera ha confermato la fiducia al Governo. I voti a favore sono stati 316, 301 i contrari. La maggioranza richiesta era di 309 voti. I votanti in tutto sono stati 617. Scoppia il caso Radicali. Il premier: “Vado da Napolitano”.
Sono trascorsi dieci mesi, trecentoquattro giorni, tre stagioni. Ore, minuti. Ma non è cambiato nulla. Niente, zero, il vuoto. Il quattordici dicembre scrivevo sul mio blog di essere rassegnato. E incazzato. E anche schifato. Perché uno stupratore della democrazia come Berlusconi ce l’aveva fatta di nuovo, era riuscito a passarla liscia. Diamine!, a distanza di tutto questo tempo, a distanza di infiniti bunga-bunga, di cardinali che lo hanno sconfessato, di industriali che lo hanno abbandonato, di società finanziare che ne hanno bocciato le iniziative, LUI è ancora qui. Assiso sul trono, vivo e vegeto, persino con più capelli di prima.
Eppure, la colpa è nostra.
Scrive Dino Amenduni: “La dinamica del voto di oggi conferma, ancora una volta, che la principale responsabilità delle recenti sventure dell'Italia non è solo di Berlusconi, ma soprattutto dei parlamentari che lo tengono in piedi a qualsiasi costo. Per almeno 250 di loro, questo è il primo mandato: se non arrivano fino in fondo rischiano di non prendere il vitalizio. E chissà quanti hanno già la certezza di non trovare posto in Parlamento nella prossima legislatura.”
In questo modo è stata sancita la seconda resurrezione del premier, grazie a dei vampiri di palazzo che continuano a determinare il potere (e il peso) politico del nostro Paese. Vampiri a cui la maggioranza dei cittadini, attraverso le elezioni, ha concesso di danzare sulle nostre piccole teste, pur non essendo in grado di governare. Intanto loro si sono arricchiti ma per noi è preoccupante anche solo riflettere su un’idea, molto ipotetica, di futuro. Futuro, futuro, futuro. Sta diventando veramente una maledizione ..il futuro.
Chiudo con una riflessione un po’ forte, scritta in quel momento di tempesta che fu il 14 dicembre. Abbiate pazienza se, delle volte, uso un linguaggio appena appena colorito.
“Adesso cosa succederà? La Maggioranza è irrisoria. In realtà non è una vera e propria maggioranza (un anno fa la diatriba si sarebbe risolta con una cinquantina di voti in più mentre adesso sono spiccioli) e l’ Italia rischia di diventare la nuova Repubblica delle Banane. No, un attimo; lo è già. Da un bel pezzo anche! Banane, soltanto banane. Ho auspicato, circa un’ora fa, che gli studenti radessero al suolo Montecitorio. Con la violenza non si risolve niente? Bhè, a quanto pare nemmeno con i voti. E la giustizia. E tutte queste dannate operazioni burocratiche che fanno perdere al nostro paese una credibilità internazionale. La Scuola e l’ Università sono allo sbando, a Napoli la monnezza c’è ancora, gli aquilani continuano a bestemmiare contro la condotta raccapricciante del post-terremoto. E le pensioni, la disoccupazione, mamma e papà, nonno con il catetere. Cazzo. Volete una guerra civile? La rivoluzione? Il Cavaliere ha in mano televisioni, giornali, banche e ci piscia addosso da un ventennio. Ha creato un impero degno della più alta espressione vassallatico-beneficiaria del globo. Si sente un DIO, baciato dalla beata Vergine e noi veramente non possiamo fare nulla? Tra dieci giorni è Natale. E Silvio è ri-nato, proprio a Dicembre. Fatevi due conti, se avete la coscienza pulita. ”
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