Il Consiglio dei ministri ha approvato il testo del DEF, il Documento di Economia e Finanza per l’anno 2017, chiarendo quali saranno gli indirizzi della politica economica per il prossimo anno. Si tratta di un provvedimento di grande rilevanza, che quest’anno contiene anche la cosiddetta “manovrino”, ovvero l’aggiustamento dei conti pubblici chiesto dall’Unione Europea. Ricordiamo, infatti, che Bruxelles ha chiesto di rivedere i conti  dello 0,2% del Pil (un valore che si aggira sui 3,4 miliardi di euro), al fine di evitare la procedura di infrazione per lo sforamento dei tetti di spesa.

Le risorse aggiuntive arriveranno sia da tagli alla spesa dei ministeri, sia da alcune revisione in materia fiscale. Il Governo ha poi rivisto al rialzo le stime del Prodotto Interno Lordo, portandola a un +1,1% rispetto al +1% previsto in precedenza.

Come spiegato in conferenza stampa da Padoan, la valutazione degli indicatori consente un moderato ottimismo: “L’andamento del prodotto interno lordo è tornato stabilmente con il segno positivo (+0,1% nel 2014, +0,8% nel 2015, +0,9% nel 2016, ndr); il numero di occupati ha superato di 734 mila unità il punto di minimo toccato nel settembre 2013, i consumi delle famiglie sono in crescita dell’1,3 percento; l disavanzo in rapporto al PIL è sceso dal 3,0 per cento al 2,7 nel 2015 fino al 2,4 nel 2016; l’avanzo primario è risultato pari all’1,5 per cento del PIL nel 2016”.

Non ci sarà l’aumento dell’Iva, dal momento che le clausole di salvaguardia saranno disinnescate con “misure sul lato della spesa e delle entrate, comprensive di ulteriori interventi di contrasto all’evasione. Il pareggio di bilancio viene confermato per il 2020, mentre l’indebitamento netto per quest’anno è confermato al 2,1%.

Il Governo intende “affrontare il nodo delle disuguaglianze”, implementando tre strumenti

  • il varo del Reddito di Inclusione, misura universale di sostegno economico ai nuclei in condizione di povertà;
  • il riordino delle prestazioni assistenziali finalizzate al contrasto della povertà;
  • il rafforzamento e coordinamento degli interventi in materia di servizi sociali, finalizzato a garantire maggiore omogeneità territoriale nell’erogazione delle prestazioni.

Che cos’è il DEF e perché è importante.

Come vi abbiamo spiegato in questa scheda, il Def “contiene le previsioni aggiornate relative alle principali grandezze del quadro macroeconomico e al quadro di finanza pubblica a politiche invariate e a legislazione vigente, oltre a definire gli obiettivi programmatici sia macroeconomici sia di finanza pubblica e l’articolazione degli interventi che il governo ritiene necessari per correggere gli andamenti tendenziali allo scenario programmatico”.

Nel documento sono messe nero su bianco le previsioni e gli obiettivi in termini di crescita, inflazione e occupazione, nonché di deficit e debito pubblico, ma anche gli scostamenti rispetto alle previsioni precedenti e la programmazione della manovra economica di fine anno, ovvero la legge di bilancio. Il DEF copre un periodo di tre anni ed è diviso in tre parti; la prima curata dal Dipartimento del Tesoro riporta

  • gli obiettivi di politica economica e il quadro delle previsioni economiche e di finanza pubblica almeno per il triennio successivo e gli obiettivi articolati per i sotto settori del conto delle amministrazioni pubbliche;
  • l'aggiornamento delle previsioni per l'anno in corso, evidenziando gli eventuali scostamenti rispetto al precedente Programma di stabilità;
  • l'evoluzione economico-finanziaria internazionale, per l'anno in corso e per il periodo di riferimento;
  • le previsioni per i principali aggregati del conto economico delle amministrazioni pubbliche;
  • gli obiettivi programmatici.

La seconda, stilata dal Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato, contiene le analisi, il conto economico e di cassa delle amministrazioni pubbliche, le previsioni tendenziali del saldo di cassa, le informazioni sui risultati e gli eventuali scostamenti sulle previsioni dei conti dei principali settori di spesa.

La terza parte, curata dal Tesoro e dal Dipartimento delle politiche europee, riporta lo stato di avanzamento delle riforme, gli squilibri macroeconomici da correggere e le priorità del Paese, con le riforme da attuare e la loro sostenibilità per il sistema Italia.