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De Magistris litiga col cardinale Sepe sul quartiere a luci rosse a Napoli

Volano accuse tra sindaco e porporato. "Con la vicenda delle prostitute vuole farsi pubblicità". Da Palazzo San Giacomo durissima replica: "Quando lui era a Roma si è occupato di ben altre case..."

De Magistris litiga col cardinale Sepe sul quartiere a luci rosse a Napoli.

Lui, il sindaco della rivoluzione arancione, a Ferragosto con una intervista sul Mattino aveva virato su un colore più caldo, il rosso delle luci “V.M. 18″, proponendo un quartiere-cuscinetto in periferia “dove accogliere le prostitute e controllarle con finalità di recupero e reinserimento”.
Il 15 d’agosto la notizia si è persa tra esodo, controesodo e anticiclone africano. Ma nei giorni a venire a Napoli la vicenda dell’area per le prostitute è passata dal rango di ballon d’essai a quello di burrasca estiva. Che però avrà conseguenze di non poco conto.

|Quella del sindaco è una dichiarazione ad effetto per uscire sui giornali e sulle tv

Il cardinale di Napoli Crescenzio Sepe, oggi, durante una celebrazione religiosa, ha bocciato senz’appello l’ipotesi del primo cittadino: “Una dichiarazione a effetto per occupare spazi nei giornali e nelle televisioni” così l’ha bollata il porporato, attaccando duro: “Capisco – ha affermato Sepe – che non essendoci idee e proposte concrete rispetto ad argomenti seri e di interesse generale, si ricorre a temi a effetto come è avvenuto con l’ipotesi di realizzare case a luci rosse e un parco dell’amore. È questo il principale e ultimo problema da risolvere a Napoli? O forse si vuole offrire un diversivo e una distrazione alle migliaia di giovani che non vedono alcuno spazio e che sono costretti a considerare il lavoro un miraggio?”.

Apriti cielo: in un anno di consiliatura, Luigi de Magistris era stato sempre bene attento a non litigare col cardinale napoletano come aveva invece fatto il suo predecessore, Rosetta Iervolino che però era cattolica e conosceva bene il mondo del Vaticano.
Anzi, De Magistris – che si dice “laico” – aveva perfino imitato Bassolino presentandosi al miracolo di San Gennaro e addirittura baciando la teca contenente il sangue del santo patrono partenopeo.

|De Magistris risponde a tono e ricorda il ruolo di Sepe in Propaganda Fide

Il “no alle frivolezze” lanciato dall’altare della chiesa di Santa Patrizia fa quindi infuriare il sindaco partenopeo. Che usa il suo blog per rispondere a tono e accusando il porporato di “attacco politico verso l’Amministrazione”.
“Lei – scrive De Magistris rivolgendosi a Sepe – dice che l’amministrazione vuole tornare alla case chiuse? Giammai Cardinale! Ma dove lo ha letto? Lei che si è occupato di ben altre case quando era a Roma, sa bene che noi vogliamo case aperte, trasparenti, luoghi liberi, luoghi di culto per tutte le religioni, case da assegnare ai più deboli, luoghi per l’inclusione e la solidarietà”. Il riferimento del sindaco è al precedente incarico vaticano di Crescenzio Sepe prima di venire a Napoli, quello di prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, meglio conosciuta come “Propaganda Fide”: causa un lavoro di manutenzione della facciata del palazzo di Propaganda Fide in piazza di Spagna Sepe è difatti nel 2010 iscritto al registro degli indagati dalla Procura di Perugia, insieme all’ex ministro dei trasporti Pietro Lunardi, per dei sospetti e delle incongruenze contabili. Mezza riga che però marca una rottura profonda tra sindaco e porporato: una distanza che si farà sentire anche nei mesi a venire.

De Magistris approfitta della risposta all’arcivescovo per rilanciare: “Apriremo entro l’anno le ‘mense del popolo’, realizzeremo con Emergency un polo di assistenza sanitaria, daremo due grandi strutture ai senza dimora e destineremo parte dell’Albergo dei Poveri (lo stesso che il sindaco avrebbe voluto destinare alla biblioteca di Gerardo Marotta ndr.) ad un luogo di accoglienza per chi è sofferente o privo di diritti”- E poi conclude con di quelle frasi che chi lo segue su twitter ha imparato a conoscere: ” Il pane e le rose, si diceva negli anni ’70 e come Vangelo insegna. Quel Vangelo che è l’unico libro che non tolgo mai dal mio comodino”.

Approfondimenti: crescenzio sepe, gerardo marotta, Luigi De Magistris

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