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Dati Istat: la disoccupazione giovanile arriva al 29,4%

Gli ultimi dati Istat parlano di un'inflazione al 2,4%, record dal 2008, e di un tasso di disoccupazione che si attesta all'8,6%. Il tasso di disoccupazione giovanile, però, è al 29,4%.

Dati Istat: la disoccupazione giovanile arriva al 29,4%.

Tempo di dati Istat, tempo di riflessioni. I dati sono “freddi” numeri, certo, ma spesso sanno raccontare con cruda obiettività quello che davvero succede in un paese. E nel nostro paese quello che succede non può farci molto piacere. Partiamo dall'inflazione: l'inflazione nel mese di febbraio, rispetto al mese precedente, è cresciuta di uno 0,3%, attestandosi al 2,4%. Mai così male dal novembre 2008, mese in cui si attestò al 2,7%. Il dato risente degli aumenti di generi alimentari e carburanti. Basti pensare che la benzina in un mese ha subito un aumento dello 0,8%, aumento che rispetto all'anno precedente si attesta all'11,8%. In aumento anche pane (+0,3% rispetto a gennaio e +1,2% rispetto a febbraio 2010) e frutta fresca (+1,8% rispetto a gennaio e +2,4% rispetto a febbraio 2010).

Capitolo disoccupazione. Il tasso di disoccupazione rimane stabile e, per il terzo mese consecutivo, si attesta all'8,6%, con una crescita dello 0,2% su base annua. Il numero delle persone disoccupate, oggi pari a 2 milioni 145 mila è cresciuto di 2000 unità (+0,1%) rispetto a dicembre dello scorso anno. Si trova quindi anche un facile riscontro alla notizia, data sempre dall'Istat, che anche le grandi aziende assumono meno.

Chi se la passa davvero male, però, sono i giovani. Il tasso di disoccupazione giovanile, che viene calcolato tenendo in considerazione i giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni, è al 29,4%. Anche qui mai così male da gennaio 2004. Rispetto a dicembre dello scorso anno il tasso ha subito un aumento dello 0,5%.

Non solo Italia, ma anche Europa. Le ultimissime previsioni della Commissione Europea, infatti, parlano di un'inflazione che, rispetto alle stime precedenti, dovrebbe aumentare di quattro punti: l'inflazione nei paesi dell'Eurozona dovrebbe attestarsi attorno al 2,2%, quella nei paesi dell'Ue-27 al 2,5%. Per quanto riguarda il tasso di disoccupazione, nell'Eurozona è passato dal 10 al 9,9%. In tutta l'Unione Europea la tendenza è praticamente la stessa: il tasso è infatti sceso dello 0,1% (da 9,6% a 9,5%).

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Giocata sull'ambiguità della commistione tra personaggi famosi e contenuti sottostimati dai media, nonostante il fumo negli occhi gettato attraverso elementi di fascino e originalità (dalla fantastica location delle OGR di Torino, alla "parola" come elemento non solo concettuale ma anche scenico), "Quello che (non) ho" non riesce a presentarsi come buona televisione, culturale, innovativa e di rottura.

L’Europa ha mostrato economicamente tutti i suoi limiti: la Grecia, il Portogallo, la Spagna sono a rischio default mentre l’Italia è in stallo con la popolazione stremata dalle tasse e dal costo della vita.

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