in foto: Pink Floyd Ballet

Sono passati già cinque anni dalla scomparsa di Roland Petit, coreografo ed autore tra i più significativi del Novecento in Europa e nel mondo intero. Avviato alla formazione classica dell'Opéra National de Paris, Roland Petit nel lontano 1930 ha scalato la carriera coreutica proprio all'Opéra divenendo ben presto un personaggio di spicco del panorama internazionale, scegliendo dal 1945 la via indipendente con la fondazione di una compagnia tutta sua, Les Ballets des Champs-Elysées. Da quel momento si è aperta una delle pagine più importanti della storia del balletto, facendo di Roland Petit un punto di riferimento per intere generazioni di ballerini. Dopo soli tre anni il coreografo di Villemomble ha fondato Les Ballets de Paris, apripista alla successiva fondazione del Ballet National de Marseille nel 1972 che ha diretto per quasi trent'anni.

Il repertorio di Roland Petit fino al 1972.

L'immenso repertorio di Roland Petit a nostra disposizione comprende una cinquantina di titoli rappresentati in ogni dove, con successi garantiti dalle scelte librettistiche e dalle collaborazioni con compositori, scenografi e costumisti di primissimo piano. Senza dimenticare i tanti nomi degli interpreti al servizio suo e delle sue coreografie. A cominciare dagli italiani Luigi Bonino, Elisabetta Terabust, Francesca Natili, Carlotta Zamparo e Francesca posi su tutti. Ma la preziosa firma di Roland Petit è rimasta impressa nella mente degli appassionati per le coreografie, a cominciare da Le jeune homme et la mort di settant'anni fa, pensato e realizzato con la collaborazione di Jean Cocteau per i Ballets des Champs-Elysées. Giusto in tempo per firmare uno dei titoli più prestigiosi, quella Carmen musicata da Georges Bizet, stavolta per Les Ballet de Paris al Prince Theatre di Londra, che poi l'ha reso famoso con la musa e  moglie Zizi Jeanmaire. Passando per il primo titolo a serata intera Cyrano de Bergerac del 1959, su musiche di Marius Costant, e Notre Dame de Paris per il Teatro dell'Opéra di Parigi nel 1965 con i costumi di Yves Saint-Laurent.

Il Ballet National de Marseille.

Coppelia, ph. Luciano Romano
in foto: Coppelia, ph. Luciano Romano

L'esperienza marsigliese di Roland Petit è entrata di diritto nella storia del repertorio di balletto, proprio a cominciare da Pink Floyd Ballet del 1972. Fu la figlia Valentine a convincere il papà Roland ad ascoltare il rock dei Pink Floyd ed a creare un titolo sulle loro musiche, incontrando peraltro i favori della band che si è offerta di suonare dal vivo alla prima rappresentazione del balletto al Palais des Sports diMarsiglia. Da lì una serie importante di successi di critica e pubblico, sin dall'anno dopo con La rose malade, l'Arlesienne su musiche ancora di Georges Bizet del 1974, la rivisitazione in chiave contemporanea di Coppelia nel 1975. E poi uno scorrere di titoli che hanno girato il mondo più volte quali Casse-Noisette, La Dama de pique, Il pipistrello, Il pomeriggio di un fauno, Ma Pavlova e tanti altri ancora utili a rivendicare ogni giorno il valore aggiunto offerto dal coreografo francese alla storia del repertorio. Fino ad oggi che si celebra il quinto anniversario della scomparsa certi di ritrovarne in scena il consueto charme attraverso le tante repliche dei suoi capolavori.