“Quando nostro figlio si ammalò di meningite, decidemmo di curarlo come sempre, con metodi naturali e fatti in casa. Gli davamo olio d'oliva, acqua e sciroppo d'acero e un composto fatto di radici, sidro di mele, peperoncino, aglio e cipolla”. Sono parole che fanno discutere quelle di David e Collet Stephan, una coppia di fede mormone di Raymond in Canada, rinviati a giudizio per la morte del figlioletto Ezekiel, stroncato nel marzo 2012 dalla meningite. Secondo le ricostruzioni, la coppia si sarebbe dichiarata non colpevole al processo che li vede entrambi imputati per gravi negligenze che avrebbero portato alla morte del bimbo. Ma un’amica di famiglia infermiera li avrebbe più volte messi in guardia sui sintomi e gli avrebbe detto che il piccolo andava portato in ospedale. Il sito Cbc evidenzia che gli Stephan avrebbe usato solo quel composto per curare la meningite del loro bambino, che non era vaccinato contro il famigerato virus.

Inutile dire che il ‘trattamento’ non è servito: Ezekiel continuava a stare male e così la madre, Collet, si era rivolta alla sua amica Terrie Meynders, una infermiera professionista, che avrebbe avvertito i genitori che i sintomi del piccolo sembravano essere quelli della meningite. Il bambino andava dunque portato dai medici. Ma i genitori avrebbero sottovalutato il problema: quando si sono decisi a contattare un professionista, per il bimbo era già troppo tardi. Ezekiel è stato trasportato d’urgenza in elicottero all’ospedale di Calgary, dove dopo 5 giorni in rianimazione è deceduto. Ora i coniugi rischiano grosso, ma si dicono pentiti: “Se un altro nei nostri figli si ammalerà, lo porteremo immediatamente da un medico e senza esitazioni”.