Anche al supermercato l'Italia è divisa in due
I dati emersi dall'indagine sono impietosi e più si scende nel dettaglio più destano allarme. Apprendiamo infatti che il 16%delle famiglie riesce ancora a svernare svendendo piccole proprietà o passando per il banco dei pegni, mentre un altro 6% deve rivolgersi al credito.
Ad essere minata è dunque la cellula elementare della nostra società. “E' arrivata la povertà in un soggetto come la famiglia che fino a quattro-cinque anni fa era il presidio della nostra ricchezza“, ha sintetizzato Giuseppe De Rita, presidente del Censis. Il tutto mentre l'uscita dalla crisi non appare dietro l'angolo.


E' arrivata la povertà in un soggetto come la famiglia che fino a quattro-cinque anni fa era il presidio della nostra ricchezza
E nella famiglia c'è chi sta peggio degli altri. Sono quei 10milioni e 229mila minorenni d'Italia che compongono il 16,9% della popolazione. Di loro, circa un quarto vive a rischio povertà mentre uno su cinque è già sotto la soglia. Per un ulteriore 7percento il concetto di povertà è assoluto. Quasi superfluo aggiungere che la gran parte di questi viva nel Mezzogiorno. Sicilia, Campania e Basilicata le più povere. Lombardia, Emilia Romagna e Veneto sono invece le regioni in cui il disagio economico tra i giovani è meno evidente.
La crisi stringe e le nuove emergenze diventano quelle che credevamo appartenere al secolo scorso. Lo studio evidenzia come oggi i minori si trovino a fronteggiare problematiche quali una alimentazione completa o, addirittura, l'accesso a cure mediche adeguate, cure che nel sud Italia sono negate ai minorenni nel 14,7% delle famiglie.