Dopo 10 anni di governo di Laurent Gbagbo e dopo mesi quattro mesi di stallo diplomatico e due settimane di sfida militare, in Costa d'Avorio si torna a respirare aria di democrazia e libertà. Spetterà ad Alassane Ouattara, presidente in pectore dello stato africano, dare una sterzata dopo l'uscita di scena del presidente uscente. Ieri, la fine della storia, dopo che Gbagbo è stato arrestato dalle forze fedeli al suo avversario, appoggiate dai carri armati francesi, che hanno preso d'assalto il suo bunker sotterraneo presso la residenza presidenziale di Abidjan, portandolo via con la moglie, Simone, e suo figlio Michel.

"Abbiamo attaccato e costretto Gbagbo a rifugiarsi in una zona del bunker," ha detto ad Associated Press Issard Soumahro, un soldato pro-Ouattara. "Lui era lì con sua moglie e suo figlio. Non era messo male, ma era stanco e la sua guancia era gonfia dopo che un soldato l'aveva schiaffeggiato".

Parlando ad una televisione locale, in serata, Outtara ha detto che ci sarà "una procedura giudiziaria contro Laurent Gbagbo, la moglie e i suoi collaboratori", aggiungendo che sarà istituita una "commissione per la verità e la riconciliazione" che indagherà sulle accuse di atrocità contro i civili da entrambe le parti in conflitto. Ha poi invitato alla calma, suggerendo alle milizie di deporre definitivamente le armi. "Invito i miei connazionali ad astenersi da ogni forma di ritorsione e di violenza", ha detto. "Il nostro paese ha attraverso una pagina molto dolorosa della sua storia."

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Gbagbo insieme alla moglie Simone dopo essere stati trasferiti in un hotel di Abidjan

Il segretario di Stato Usa, Hillary Clinton, ha detto che i dittatori dovrebbero prendere atto che "non possono ignorare la voce del proprio popolo in elezioni libere ed eque". Il ministro degli Esteri britannico, William Hague, ha chiesto che Gbagbo sia trattato con rispetto. Il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ha invece esortato Ouattara a scongiurare nuovi "spargimenti di sangue".

Le forze di Ouattara hanno affermato di aver effettuato l'offensiva finale da sole, sebbene sia chiaro come l'intervento straniero abbia avuto un ruolo decisivo nel superare l'impasse. Domenica sera, elicotteri da guerra francesi e delle Nazioni Unite hanno accerchiato la residenza di Gbagbo per la seconda volta, affermando di essere pronti ad utilizzare armi pesanti. Dunque, lunedì mattina un convoglio di 25 veicoli militari francesi, tra cui carri armati e corazzati per il trasporto truppe, sono partiti nella stessa direzione.

A seguito della cattura del presidente uscente ci sono stati festeggiamenti nei quartieri pro-Ouattara, dove sono stati esplosi colpi di pistola in aria. Ma in altre zone le truppe francesi sono state attaccate a colpi di pietre da giovani, arrabbiati pro-Gbagbo.
Non è chiaro se i suoi sostenitori si prepareranno ad una ritorsione. Gbagbo alle ultime elezioni ha ottenuto un consistente 46% dei voti, per cui il potenziale per una contro-insurrezione è evidente.
Ma Youssoufou Bamba, ambasciatore della Costa d'Avorio alle Nazioni Unite, ha previsto che combattimenti si fermeranno. "L'incubo è finito per il popolo della Costa d'Avorio", ha detto. Sarebbe la fine di una guerra civile che secondo l'ONU ha fatto 536 morti dalla fine di marzo.