È bufera sulla campagna elettorale per le elezioni amministrative di Trapani. Dopo la richiesta di soggiorno obbligato per il candidato Tonino D'Alì e il suo ritiro dalla competizione, infatti, nell'ambito di un'altra inchiesta la magistratura ha emesso un ordine di custodia cautelare anche per l'altro candidato del centrodestra, l'avvocato Girolamo Fazio, già deputato all'Assemblea regionale siciliana e primo cittadino della città siciliana dal 2001 al 2012.

L'inchiesta che ha portato all'arresto di Fazio, condotta dai  carabinieri dei comandi provinciali di Palermo e Trapani e coordinata dal procuratore capo di Palermo Francesco Lo Voi, dall'aggiunto Dino Petralia e dal sostituto Luca Battinieri, riguarda presunte mazzette per l’assegnazione dei fondi pubblici per il trasporto marittimo.

Oltre al deputato regionale e candidato sindaco di Trapani, per il quale son stati disposti i domiciliari, in manette sono finiti anche un funzionario regionale dell'assessorato alle infrastrutture e l’armatore Ettore Morace, finito direttamente in carcere. Morace è figlio del patron del Trapani calcio Vittorio ed entrambi sono proprietari della compagnia di traghetti Liberty Lines che collega Trapani alle isole minori. La famiglia Morace da sempre è considerata vicina a Fazio. La moglie del patron della compagnia, Vittorio,ad esempio  è nella lista degli assessori designati da Fazio.

Indagata sottosegretaria Simona Vicari.

Il sottosegretario alle Infrastrutture Simona Vicari (Ap) è indagata per corruzione nell'ambito dell'indagine che ha portato all'arresto, tra gli altri, di Morace. In cambio di un Rolex datole dall'imprenditore, Vicari avrebbe presentato un emendamento che abbassava dal 10 al 4% l'Iva sui trasporti marittimi, determinando un risparmio di milioni di euro per la società di Morace.