Il bonus bebè alla famiglia di Totò Riina, che sostiene di essere nullatenente. La figlia del boss di Cosa Nostra ha infatti chiesto al comune di Corleone di poter accedere al contributo economico spettante alle mamme in condizioni di difficoltà, mentre i commissari che governano la cittadina siciliana – la cui giunta era stata sciolta per infiltrazioni mafiose – hanno risposto con un secco no. In via ufficiale hanno pesato razioni formali: la domanda della giovane madre non è stata ritenuta completa, mentre quella del papà è arrivata fuori termine.

Anche l’Inps ha ribadito che la figlia del boss mafioso non ha diritto all’assegno mensile previsto per i genitori con un reddito minimo e appare decisamente incredibile che la famiglia del leader di Cosa nostra sia nullatenente. Prima di ammalarsi gravemente era proprio Totò Riina a vantarsi in carcere con il compagno di ora d'aria Alberto Lo Russo: "Se recupero pure un terzo di quello che ho sono sempre ricco. Io ho delle proprietà, queste proprietà metà sono divise ogni mese, ogni mese ci vanno… perché? Perché sanno che è mio nipote… sanno che è mio nipote… queste proprietà sono mie e di mio nipote, metà mia e metà di mio nipote".

Lucia Riina, la figlia più piccola di Totò, probabilmente non è la beneficiaria di nessuna di quelle proprietà. Vive a Corleone con il marito, lavora come pittrice e racconta di essere una donna che conduce una vita normale: "Nel ‘93 quando sono arrivata a Corleone, avevo 12 anni, mi sono trovata catapultata in un mondo ed una realtà per me del tutto nuova; la scuola, la società, il paese, tutto nuovo". Della sua vita con il marito dice: "Siamo riusciti a dare forma e concretezza al mio sogno di bambina che era disegnare ed al nostro sogno di adulti, cioè creare un lavoro onesto, dignitoso, positivo ed espressivo-creativo".