La Corea del Nord considera l'armistizio del 1953 con la Corea del Sud "completamente nullo da oggi". E' un commento del governo di Pyongyang, riportato dal quotidiano Rodong Sinmun, giornale del Partito dei lavoratori nordcoreano, e arriva all'indomani della scadenza dell'ultimatum sullo stop alle esercitazioni militari congiunte tra Usa e Corea del Sud. E così la Corea del Nord torna a brandire l'arma della guerra atomica. Le forze armate governative hanno fatto sapere di attendere solo "l'ordine finale" del leader supremo Kim Jong-un per lanciare l'offensiva e "trasformare in un batter d'occhio i regimi fantoccio degli Stati Uniti e della Corea del Sud in un mare di fuoco", riferimento all'uso di ordigni nucleari. "I nostri gruppi militari di prima linea, esercito, marina e aviazione, le unità antiaeree e quelle missilistiche, sono entrati nello stadio finale di conflitto a tutto campo e sono in attesa dell'ordine finale di attacco", si legge ancora in lungo editoriale sul Rodong Sinmun. Rilanciando le minacce più volte ripetute negli ultimi giorni, il quotidiano soffia ancora sulla retorica, pubblicando poesie di propaganda e richiamando tutti "alla coesione e all'unità contro i nemici" di Pyongyang. A nulla per adesso è valsa la rassicurazione da parte del Sud sul fatto che l'operazione "Key Resolve", che coinvolge 10.000 soldati di Seul e 3.500 di Washington, rientri esclusivamente  nell'ambito di iniziative di natura difensiva; il Nord ha ribattuto che altro non sarebbe che ("con l'aiuto del nemico giurato Stati Uniti") le prove generali "per un'invasione" in piena regola. della nazione comunista.