Non si arresta il clima di tensione tra Usa e Corea del Nord che tra test missilistici, parate e invio di navi da guerra continuano a lanciarsi proclami di guerra a distanza. L'ultimo e più pesante in ordine di tempo arriva dal regime di Pyongyang per bocca dell'ambasciatore nordcoreano all'Onu, Kim In Ryong. "Una guerra nucleare potrebbe scoppiare da un momento all'altro nella penisola coreana", ha dichiarato infatti il rappresentante diplomatico nordcoreano parlando con i giornalisti al Palazzo di Vetro, aggiungendo: "Gli Stati Uniti stanno disturbando la pace e la stabilità globale, insistendo in una logica da gangster".

La dichiarazione arriva dopo le affermazioni altrettanto belligeranti del vicepresidente americano Mike Pence, in visita oggi nella zona demilitarizzata tra Corea del Nord e del Sud, sul famoso 38esimo parallelo. "È finita l'ora della pazienza strategica", ha sottolineato infatti Pence, spiegando: "Gli Stati Uniti cercheranno di garantire la sicurezza nella zona della Corea del Sud con mezzi pacifici, ma tutte le opzioni sono sul tavolo". Il vicepresidente Usa è poi tornato a definire una "provocazione" l'ultimo fallito test missilistico  della Corea del Nord definendo corazzata" l'alleanza tra Washington e Seul. Stesso tono usato anche dal Presidente Donald Trump che, interpellato dalla Cnn, ha dichiarato: "Spero che sia possibile una soluzione pacifica ma Pyongyang deve comportarsi bene".

Sul caso coreano sono intervenuti anche i rappresentanti di Russia e Cina che invitano alla moderazione nei toni e ad evitare provocazioni militari. Pechino infatti ha confermato che nell'area la situazione è diventata "molto delicata e pericolosa" e per questo ha esortato tutte le parti coinvolte a "tornare al tavolo negoziale e risolvere i problemi con mezzi pacifici". Anche la Russia si pone sullo stesso piano invitando sia coreani che Usa a non inasprire la tensione. "Non accettiamo le spericolate iniziative missilistiche di Pyongyang che violano le risoluzione dell'Onu ma questo non significa che si possa violare il diritto internazionale. Spero che non ci siano iniziative unilaterali come quella vista di recente in Siria" ha dichiarato infatti il ministro degli Esteri di Mosca Sergei Lavrov riferendosi agli Usa.