Mia nipote finalmente non sta male. Sicuramente ci sta guardando da lassù mentre gusta un gelato molto probabilmente al cioccolato. Ci ha insegnato ad avere forza d’animo, soffriva in silenzio e chiedeva scusa perché era convinta che con il suo continuo mal di testa potesse arrecare disturbo. Voleva fare la pasticcera, la pediatra, la biologa marina, la ballerina. Aveva tanti sogni. Adesso non è più in un mare in tempesta, ma ci guarda da un posto tranquillo”. E’ il ricordo della zia della piccola Margot, la bimba di Gela sconfitta da un male che l’ha strappata alla sua famiglia all’età di otto anni.

Ieri pomeriggio tantissime persone hanno partecipato nella chiesa di San Giacomo ai funerali della piccola. Nessuna omelia da parte del parroco “perché – ha detto – c’è tanta, tantissima rabbia ma è una rabbia piena d’amore. Il mondo innocente dei bambini, noi adulti non possiamo comprenderlo”. Per l’estremo saluto a Margot erano presenti tanti bambini, compagni di scuola,  e insegnati dell’Istituto Enrico Solito, che la giovanissima frequentava prima di essere colpita dalla malattia. Presenti anche gli allievi della scuola di danza Arabesque. Margot infatti voleva diventare una ballerina. “Il nostro angelo custode – ha scritto sulla pagina Facebook ufficiale la scuola Arabesque di Viviana e Annalisa Perna, insegnanti di danza della bambina – le danze si fermano quando si ferma il cuore, continua a ballare da lassù”.