La seconda sezione della Corte di Appello di Napoli ha dichiarato la prescrizione del reato di corruzione nei confronti di Silvio Berlusconi e Valter Lavitola al termine del processo per la presunta compravendita dei senatori avvenuta tra il 2006 e il 2008 per far cadere l'allora governo Prodi. In primo grado la quarta sezione penale del tribunale di Napoli aveva invece condannato entrambi gli imputati a tre anni di reclusione. Il giudice Mirra ha disposto ora la cancellazione del processo, dichiarando il non luogo a procedere per l'estinzione del reato causa prescrizione. Dopo la condanna inferta nel luglio 2015, Silvio Berlusconi sostenne si fosse trattata di una sentenza meramente politica e priva di fondamento: “Prendo atto di una assurda sentenza politica al termine di un processo solo politico costruito su un teorema accusatorio risibile. Resto sereno, certo di aver sempre agito nell’interesse del mio Paese e nel pieno rispetto delle regole e delle leggi, così come continuerò a fare”, dichiarò Berlusconi.

Secondo le tesi dell'accusa, tra il 2006 e il 2008 Silvio Berlusconi avrebbe cooptato alcuni parlamentari di centrosinistra convincendoli a passare nello schieramento opposto allo scopo di causare la crisi di maggioranza e la caduta del governo Prodi. "L'Operazione Libertà fu partorita da Lavitola in accordo con Berlusconi" e secondo gli inquirenti si trattò di un accordo di tipo corruttivo basato sulla compravendita di voti. L'accusa sosteneva, per esempio, che il senatore Sergio De Gregorio, eletto nelle liste dell’Idv, ottenne tre milioni di euro sotto forma di finanziamento al suo Movimento Italiani nel Mondo e per questo motivo decise di passare all'opposizione. L'inchiesta, scaturita dalle indagini dei pm Vincenzo Piscitelli ed Henry John Woodcock, si reggeva proprio sulle dichiarazioni di De Gregorio e nel corso della requisitoria il pg ha sostenuto che "l'iniziativa assunta da Berlusconi di far transitare dal centrosinistra al centrodestra un numero di senatori sufficiente a far cadere la maggioranza e andare a nuove elezioni o a larghe intese, una sorta di Nazareno anticipato. È stato accertato che Forza Italia corrispondeva finanziamenti ai partiti della coalizioni non tali da poter legittimare i contribuiti di 3 milioni di euro che andavano al Movimento Italiani nel Mondo, una cifra sproporzionata".