dal blog di
17:15

Come utilizzare il flash e le sue impostazioni [Piccolo corso di fotografia - cap. 6]

Fotografia con Il flash: le cose da sapere quando si decide ricorrere a quest’apparecchio, le funzioni, gli accorgimenti.

Come utilizzare il flash e le sue impostazioni [Piccolo corso di fotografia - cap. 6].

Il flash è un accessorio che permette di avere un lampo di luce intenso ma nello  stesso tempo  breve. Importante (anche se scontato): questi apparecchi devono essere compatibili con la marca della vostra reflex, non vi sto dando di “grulli” ma spendere due parole per ricordarlo non costa niente. Iniziamo questa lunga parentesi cercando di capire un po’ meglio le caratteristiche di un flash inteso come dispositivo esterno alla vostra macchina fotografica.

Numero guida

Il numero guida indica la potenza dello strumento e aiuta a calcolare l’apertura del diaframma in base alla distanza dal soggetto. Sembra complicato, in realtà è più semplice di quanto si pensi. Cercherò di farvi un esempio per chiarirvi le idee. Utilizzo un modello di flash compatibile per Nikon, il dato tecnico di quest’apparecchio specifica il numero guida pari a 44, ma cosa significa? Solamente la misura del diaframma che in teoria dovrei impostare per fotografare un soggetto a una distanza standard con iso a 100. Ogni situazione è diversa dall’altra, come sempre dovete provare, lontananza, diaframma, iso ..Una formula che potrebbe aiutare, sicuramente da ricordare è la seguente [ numero guida: distanza metri dal soggetto= f stop da impostare].

Esempio: se la distanza dal soggetto è pari a due metri per fare uno scatto con l’ausilio del mio flash dovrò utilizzare un f-stop 22 [44 numero guida: 2 metri =f stop 22]. Attenzione allontanando la luce dal punto di interesse  questa si deteriorerà velocemente quindi, al raddoppio dell’intervallo  l’illuminazione diventerà 1/4  [44 numero guida: 4 metri= 11 f stop].

Importante: la portata di questi dispositivi non è infinita, illuminano fino un determinato spazio (circa 10 metri seconda dei casi e modelli) quindi è perfettamente inutile l’utilizzo di quest’apparecchio per scatti di soggetti come monumenti, paesaggi..

La sincronizzazione

Un’altra funzione che merita di essere citata è la sincronizzazione del flash con la macchina fotografica. Come tutti sappiamo questo dispositivo, potenziando la luce, congela l’azione quindi aiuta il sensore nell’impressionare più elementi. Una parte  importante in tutto questo meccanismo è anche dell’otturatore che aprendo le tendine, per un tempo determinato lascia passare questi dati. La regolazione (da impostare nelle funzioni menù) può variare da 1/60 fino a 1/250. Il sincro ideale pari a  1/125 permette alle tendine dell’otturatore di non interferire nella nostra immagine, questo cosa significa? Senza perdersi in tecnicismi è sufficiente dire che mantenendo la regolazione standard (1/125) e impostando sulla reflex tempi di scatto più rapidi la calibrazione dell’otturatore  non sarà effettuata in maniera corretta mostrando così una fastidiosa banda nera sulla nostra immagine.

Prima di parlare delle varie funzioni di questo ”accessorio” vorrei fare una piccola parentesi su un argomento affrontato in precedenza: l’esposizione.L’esposimetro interno alle reflex  misura la quantità di luce tarandola sulla capacità riflettente del grigio medio quindi la lettura della luce riflessa (influenzata dal colore del soggetto) sarà misurata in base a questa gradazione. Avevamo parlato anche del cartoncino che può sostituire (in determinate occasioni) l’esposimetro professionale, quindi adesso è arrivato il momento di accennare due righe su questo bizzarro oggetto. Utilizzato prevalentemente nella fotografia da studio, ritratto, still life.. è un dispositivo esterno che se saputo usare correttamente aiuta tra l’altro a calibrare il flash in modalità manuale.  Adesso però concentratevi per capire i sistemi di misurazione di un esposimetro:

Luce riflessa: l’apparecchio (come nelle macchine fotografiche) rileva la luce emanata dal soggetto subendo così l’influenza dei colori dello stesso.

Luce incidente: L’apparecchio rileva la luce che colpisce il soggetto  di conseguenza non subisce l’influenza dei colori dello stesso.

Luce flash: l’apparecchio rileva la luce incidente sul soggetto emanata da un dispositivo flash esterno/ integrato.

Luce continua: l’apparecchio rileva la luce incidente sul soggetto emanata da una fonte luminosa costante.

Consiglio: in assenza di cartoncino o di un apparecchio professionale un altro piccolo trucco è la misurazione dell’esposizione (spot) tramite l’utilizzo del dorso della mano, provate!

Detto questo possiamo descrivere i vari modi d’impiego di un flash:

Manuale: la potenza dell’apparecchio è impostata manualmente. Utile per set fotografici in studio necessita l’utilizzo di un esposimetro professionale per la misurazione luce incidente/flash.

Automatico: I flash moderni sono dotati di sensori frontali, l’apparecchio legge la luce di ritorno durante il lampo dosandola meccanicamente.

Ttl: abbreviazione di through the lens legge la luce emessa dal flash tramite la macchina fotografica. I dispositivi creati per le digitali (d-ttl) emettono dei piccoli pre – lampi fino a che il sensore, dopo aver calcolato la quantità d’illuminazione necessaria, comanda al flash il lampo finale.

Wireless: le nuove generazioni di flash sono dotate di collegamenti senza fili (il servo è comandato della reflex), teste regolabili/ girevoli. Utile nella macrofotografia e per giostrare, indirizzare il lampo facendolo rimbalzare su parati o pannelli dando alla luce una consistenza sicuramente più morbida, quasi accettabile! In alternativa al wireless c’è il buon vecchio metodo del cavo e del foglio di carta a formare una “finestra” inclinata sulla fonte di luce da comandare a nostro piacimento ..sistema un po’ vetusto ma pur sempre in auge.

Importante: nel dispositivo è presente una spia luminosa che indica la carica, è necessario attendere che questo segnale sia acceso per utilizzare a pieno la potenza dell’apparecchio (scusate se insisto con le banalità.)

Sinceramente parlando, non sono proprio amante della fotografia con il flash! Quante volte scattando una foto di un soggetto contro il muro abbiamo rovinato le nostre immagini con quell’orribile ombra nera posteriore? Questo v’insegna ad allontanare il più possibile dalle pareti quello che state ritraendo.. più lunga sarà la distanza meno ombra avrete dietro al soggetto, se questo non fosse possibile aguzzate l’ingegno e variate l’inquadratura per nascondere il più possibile questo terribile difetto. Per quelli un po’ fissati come me, un altro accorgimento per evitare l’effetto luce dura è l’impiego del diffusore.  Acquistabile separatamente o fai date, utilizzando una velina (tipo cartina sigaretta) da porre proprio davanti al fascio di luce. Approfondiamo adesso un altro aspetto di quest’apparecchio: il riempimento (fill – flash). Una situazione in cui spesso vi sarete trovati è la classica foto stile ½ giorno di fuoco sotto il sole cocente con le occhiaie sotto gli occhi che arrivano ai piedi..ho i brividi solo al pensiero. Ebbene, una scorciatoia per evitare questi obbrobri (o un controluce) è scattare la foto proprio con il flash.

Attenzione anche al terribile effetto occhi rossi. La funzione dedicata sulle vostre reflex permette al flash di emettere dei pre -lampi che ne aiutano la riduzione. Se disponete di un apparecchio esterno, evitando di porre l’inclinazione della fonte di luce parallela all’obiettivo, risparmierete ai vostri amici di trasformarsi in tanti “figli di satana”.

Detto in maniera molto semplicistica, nonostante questo strano oggetto sia svilito da molti fotografi (me compresa) può riservare comunque delle piacevoli sorprese. Parliamoci francamente, lo studio delle luci implica una notevole padronanza delle stesse, domestichezza che viene non solo con la teoria ma anche da tanta pratica quindi se non disponete di un flash esterno applicate questi accorgimenti all’apparecchio integrato della vostra reflex, controllate le varie funzioni tramite il libretto delle istruzioni che ovviamente variano da marca a marca e poi ..cosa dovrete fare per imparare? Provare!!! Tuttora (e non mi vergogno a dirlo) mi cimento negli esperimenti e tuttora sto approfondendo le mie conoscenze perché nella vita la sete di sapere non finisce mai. Come sempre la fotografia ruota intorno alla luce, come ampiamente ripetuto senza luce non si fa niente ma qual è il momento migliore per scattare? Bella domanda.. a questa domanda risponderò nel prossimo capitolo!

Buona luce a tutti.

Ilaria

Prossimo capitolo: la qualità della luce.

Capitoli precedenti:

segui fanpage

segui Ilaria Vangi

ALTRI DI Ilaria Vangi
L'artista francese, famoso in tutta Europa per le sue interpretazioni dei cartelli stradali, sarà presto in trasferta a Napoli, scopri quando!

Yosemite National Park e Death Valley, due paesaggi completamente opposti che riportano alla mente di ogni fotografo le immagini immortali di Ansel Adams. Continua il viaggio fotografico in U. S. A. sulle orme di uno dei più grandi autori del '900.

Frammenti fotografici di una sorprendente, viva, tollerante e ordinata città.
FANPAGE D'AUTORE
STORIE DEL GIORNO