La carta d'identità elettronica (CIE) sostituirà gradualmente il vecchio documento che siamo abituati a conoscere: si tratta di una smart card, al cui interno sono memorizzate tutte le informazioni personali di ogni cittadino. I comuni italiani stanno progressivamente aderendo al progetto: la lista delle amministrazioni che forniscono la Cie si trova sul sito www.cartaidentita.interno.gov.it.

Richiederla è semplice: basta rivolgersi al comune di residenza o dimora. Agli uffici va consegnata una fototessera (va bene sia in formato cartaceo che elettronico) dello stesso tipo di quelle utilizzate per il passaporto. Va anche forinito il codice fiscale e vanno versati alle casse del comune 16,76 euro – oltre ai diritti fissi e di segreteria, ove previsti. Il numero della ricevuta di pagamento deve essere conservato.

Al primo rilascio, all'operatore comunale va fornito un altro documento d'identità valido. Chi non lo possiede, deve andare al comune insieme a due testimoni. In caso di rinnovo – o deterioramento – della vecchia carta questa consegnata al comune. Quando si richiede la carta elettronica, l'operatore procede all'acquisizione delle impronte digitali. Il cittadino potrà fornire, se lo desidera, il consenso o meno alla donazione degli organi. Completata la procedura di richiesta allo sportello, la carta verrà consegnata entro sei giorni lavorativi all'indirizzo indicato dal cittadino. Al ritiro potrà anche provvedere una persona delegata, purché al momento della richiesta siano state fornite le sue generalità all'operatore del comune. Se il cittadino non può presentarsi personalmente allo sportello comunale per malattia grave o altre motivazioni si potrà delegare un'altra persona o un familiare. Questo dovrà recarsi al comune con la documentazione che attesta l'impossibilità dell'interessato a presentarsi, la carta di identità del titolare (o altro suo documento di riconoscimento), la sua foto e il luogo in cui spedire la Cie.

Solo 300mila carte: una rivoluzione a metà.

Dal primo progetto di Carta d'identità elettronica sono passati vent'anni (era il 1997). Da allora, la Cie ha attraversato dodici normative diverse e versioni differenti della carta, più o meno efficaci: l'ultima ha un chip, contiene l'impronta digitale, la cartella sanitaria e risponde a standard internazionali di identificazione.

La rivoluzione però tarda ad affermarsi: in tutto possiedono la Cie solo 300 mila cittadini di 199 Comuni. L'obiettivo è coprire tutto il territorio nazionale nel 2018, eliminando del tutto il cartaceo. Per farlo, bisognerebbe procedere a ritmi di 7-8 milioni di tessere all'anno. Difficile, considerati i tempi di attuazione e le lentezze di alcuni comuni, che non riescono ad attrezzarsi durante quella che è ancora una "fase pilota", che coinvolge 199 amministrazioni. Ma non impossibile: a queste se ne affiancheranno altre entro settembre fino a raggiungere quota 400 città – metà degli italiani. Prima della fine dell'anno si dovrebbe arrivare a 1.700 comuni, e  ad agosto 2018 completare il paese.

Al momento la versione cartacea può essere ancora richiesta – ad esempio da chi ha fretta. Costa poco più di 5 euro (sostanzialmente i diritti di segreteria), rispetto alla Cie che ne costa 22 euro.