
Non seguo lo sport del calcio, quindi perdonatemi eventuali svarioni tecnici.
Il video che segnalo è stato pubblicato da poche ore su Internet e rischia di alzare un polverone tra i tifosi dello sport più seguito d’Italia.
Il montaggio del video tende ad evidenziare la reazione del portiere del Napoli, Morgan De Santis nel momento in cui il compagno di squadra: Edison Cavani segna il goal del 4-1 in favore del Napoli sul Lecce lo scorso 3 dicembre 2011. Per la cronaca la partita è terminata 4-2.
Le immagini a detta dell’autore del filmato sono tratte, su questo in linea generale c’è da credergli, da una trasmissione in onda su “Sky Calcio HD Diretta”.
Il video ha lo scopo di evidenziare come il linguaggio paraverbale del corpo del portiere del Napoli non sia in linea con quella che dovrebbe essere la normale esultanza o soddisfazione del giocatore allorquando la propria squadra segna – a sette minuti dal termine – un goal ponendo il punteggio in modo tale da assicurare la vittoria.
Adesso alcune analisi sulla comunicazione in Rete:
- il video è un falso (la cosa non mi sorprenderebbe) è montato con maestria, con specifiche tecniche di comunicazione nell’uso del testo, con una musica epica, il tutto con il preciso scopo di far credere allo spettatore che tutta la vicenda sia vera;
- il video è vero ma resta la strategia con cui si è cercato di costruire e di interpretare in modo subdolo una reazione umana per generare sospetti sulla condotta e sulla fedeltà di un giocatore di calcio peraltro strategico come il portiere.-
La verità non è mio compito scoprirla, mi piace evidenziare come sulla Rete sia possibile stravolgere i consensi delle persone con strategie di comunicazione ben strutturate.
Poniamo sempre attenzione alle fonti di informazione siano esse istituzionali, professionali o liberamente generate dagli utenti, saremo più forti e resistenti a tecniche di persuasione di massa.
Mi piace aggiornare questo articolo con la risposta del portiere Morgan De Santis al video di cui sopra. Spero che il mio articolo abbia aiutato più degli altri, che si limitavano a fomentare il vile sospetto e una improduttiva maldicenza, a chiarire come sulla Rete occorra sempre verificare la fonte delle informazioni cercando di non cadere nelle trappole mediatiche.
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