Testa a testa fra l'università di Trento e quella di Verona, che sono a pari merito, seguite a ruota dal Politecnico di Milano; è il podio della nuova classifica delle università Italiane stilata come ogni anno dal quotidiano Il Sole 24 Ore in base alla qualità di diversi indicatori di base. Anche quest'anno la classifica della qualità degli atenei italiani vede primeggiare le università del nord Italia mentre in fondo rimangono le università del sud. Se infatti in testa vi sono Verona, Trento con 84 punti ciascuna, in fondo alla classifica vi sono le università di Napoli Parthenope  e quella di Palemo, rispettivamente ultima e penultima con 11 e 29 punti. In generale nelle prime dieci posizioni della classifica delle università troviamo quasi tutti atenei del Nord del Paese a parte la Politecnica delle Marche al sesto posto con 75 punti. Prima tra le università del Mezzogiorno è quella di Salerno al 23esimo posto con 58 punti e ottimi giudizi ottenuti dai prodotti di ricerca nella valutazione Anvur. Rimanendo al sud, ben distanziate al 35esimo posto ci sono le università di Foggia e Napoli L'orientale a pari merito con 48 punti.

Male le università del Sud.

In generale però gli atenei meridionali si affollano nella seconda parte della classifica generale e non si incontra nessuna università del Centro-Nord negli ultimi 16 posti. Per quanto riguarda le grandi città, tra le milanesi la Bicocca ottiene qualche punto in più della Statale; mentre La Sapienza di Roma, prima fra le grandi romane, si colloca solo a metà classifica. Bene il Politecnico di Torino al decimo posto, mentre le principali università napoletane sono in fondo con la Federico II 56esima e la Seconda università di Napoli in 58esima posizione. Tra le università non statali invece primo posto all’Università San Raffaele di Milano (87 punti), seguita dalla Luiss di Roma e dalla Bocconi di Milano, a pari merito con 81 punti.

Gli indicatori della classifica.

Per stilare la classifica delle università italiane la ricerca ha preso in considerazione dodici indicatori di base: nove per quanto riguarda la qualità della didattica e gli altri per la qualità della ricerca. Si va dall'attrattiva alla sostenibilità, passando per la possibilità di stage, la mobilità internazionale e le borse di studio, ma anche le possibilità di creare occupazione, ricerca e attirare fondi esterni. Si scopre così che la carenza di strutture nelle università del sud è spiegabile anche con un livello di tasse universitarie molto più basso della media nazionale che influisce di conseguenza anche sulla qualità della ricerca.