Cibando
D) Ciao Guk e grazie per avermi concesso quest’intervista. Ci spieghi in poche parole che cos’è Cibando?
R) Offriamo ai nostri ristoratori la creazione ad hoc di contenuti enogastronomici. Quando abbiamo lanciato Cibando, avevamo un servizio self-service, dove il ristoratore poteva registrarsi e caricare le proprie informazioni sull’applicativo, ma pochi lo facevano. Quei pochi, anziché caricare molteplici foto della loro offerta gastronomica, mostravano solo foto del proprio locale vuoto. Sembrava sempre fossero dei venditori di tavoli, piatti e bicchieri anziché cibo. Per questo motivo, ho deciso che era importante aiutare i ristoratori a migliorare la loro immagine, e raccontarla tramite belle fotografie e il resoconto di un nostro foodblogger dell'esperienza che si vive mangiando in quel ristorante.
D) Come nasce Cibando?
R) L'idea è nata verso la fine del 2009 quando ero a Milano (sono di Roma). L'applicativo è partito ufficialmente negli ultimi giorni di dicembre del 2009. Non sapevo mai come trovare un ristorante e ogni tanto usavo 89.24.24 per farmi suggerire un ristorante al volo, ma è un’operazione costosa, e poi l'operatrice del servizio fornisce solo la via e il tipo di cucina, senza nessun tipo di informazione aggiuntiva che mi possa aiutare veramente a scegliere se andare al ristorante. L’altro approccio era con le guide cartacee, ma erano troppo noiose da consultare perché è tutto testuale. Credo che nel mercato del food come quello del fashion ci si debba affidare molto sull'immagine.
D) Come si è sviluppato il progetto
R) Al momento Cibando è disponibile solo in Italia. Presto lo lanceremo anche in altri paesi. Abbiamo quasi 300.000 downloads, e un rapido incremento dei downloads giornalieri. Nel 2011 abbiamo servito oltre 170 clienti.
D) Qual è il vostro business model?
R) Io ho cominciato quando avevo 16 anni come web designer e poi con le start-ups. La prima fu una seria di siti web che permettevano agli utenti di personalizzare le loro pagine MySpace. Dopo un anno e 100.000 visitatori unici giornalieri l'ho venduto a un imprenditore americano.
La seconda start-up è stata Mobatar. L'obiettivo di Mobatar era quello di permettere agli utenti di guadagnare ricevendo messaggi promozionali sul proprio cellulare. Per questa start-up ho provato a taccogliere fondi in Italia senza successo e abbiamo deciso di vendere le azioni. A mio parere avevamo un'idea molto interessante, perché stavamo sviluppando widgets da attaccare alle applicazioni per la telefonia mobile (nel 2007-08 questo mercato era ancora embrionale) per incrementarne la distribuzione. Ma abbiamo deciso di abbandonare perché ci sarebbe costato troppo in termini di sviluppo.
Con la terza start-up, Cibando, ho pensato direttamente a trovare un business model che ci permettesse di tenere il progetto a galla. Abbiamo lavorato duramente e fatto tanti sacrifici fisici/economici per permettere a Cibando di diventare quello che è oggi. Avendo puntato dritto a fare fatturato, siamo riusciti ad espanderci in maniera continua per 2 anni, e ora abbiamo la fortuna di poter crescere più velocemente con l'entrata degli investitori.
D) Quali sono gli obiettivi futuri?
R) Gli obiettivi che ci poniamo da qui ai prossimi cinque anni sono quelli di profilare il maggior numero di ristoranti del mondo. Questo ci permetterà di creare un servizio che aiuterà un maggior numero di utenti a trovare con facilità i ristoranti. Siamo in una fase di grossa ricerca agenti di vendita per Cibando in Italia.
Grazie Guk Kim e in bocca al lupo con Cibando
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